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Scafati. Discussione decadenza Salvati: udienza in Corte D’Appello.

Si discuterà in udienza presso la Corte di Appello di Salerno il 25 febbraio, l’ordinanza del Tribunale di Salerno impugnata da Carlo Marchesano e Antonio Vitiello, in favore del sindaco Cristoforo Salvati. I giudici hanno chiesto un parere della Procura Generale che deve intervenire nel giudizio. I due, tramite azione popolare, avevano chiesto alla magistratura nocerina la decadenza del primo cittadino, per aver tardivamente rimosso un debito nei confronti nell’ente da lui amministrato. Precedentemente alla sua proclamazione a sindaco era stata emessa nei suoi confronti una sentenza di condanna resa dalla Corte dei Conti in data 17 luglio 2018.

La condanna al pagamento.

Salvati veniva condannato, assieme e a vario titolo con gli altri amministratori dell’epoca, al pagamento in favore dell’Ente della somma di 21mila euro. L‘inchiesta della magistratura contabile riguardava il danno erariale provocato alle casse di Palazzo Mayer per oltre un milione di euro in seguito all’erogazione dei progetti obiettivo 2008 e 2009. Secondo l’inchiesta coordinata dalla guardia di Finanza di Scafati le attività contestate erano state svolte senza una programmazione ma per compensare l’ordinaria attività istituzionale prestata dal personale al di fuori dell’orario di servizio.

La messa in mora.

A seguito della sentenza in primo grado il Comune notificava a Salvati atto di messa in mora in data 3 agosto 2018. Successivamente il primo cittadino ricorreva in Appello, congelando di fatto la messa in mora. Appello però respinto il 22 aprile 2020. Secondo i ricorrenti sostenuti dall’avvocato Chirico, la sentenza d’appello attestava ufficialmente l’esistenza di un debito certo, liquido ed esigibile, motivazioni che ponevano il sindaco nelle condizioni di dover pagare entro dieci giorni dalla contestazione, o legittima messa in mora, pena la decadenza.

In udienza emergerà che il primo cittadino ha però pagato spontaneamente, essendosi attivato da subito con la segretaria comunale per la modalità di estinzione del debito. La spontaneità del pagamento è attestata, secondo i giudici, dall’assenza di messa in mora emessa dall’Ente nei suoi confronti. Salvati ha pagato la somma di 21.718 euro con bonifico bancario effettuato in data 22 giugno 2020 e certificato da Palazzo Mayer due giorni dopo.
Adriano Falanga

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Redazione

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