Pompei. Bene l’Antiquarium ma si opera per un Museo nel centro moderno

La riapertura dell’Antiquarium pompeiano, fondato da Giuseppe Fiorelli con un percorso museale incentrato sulla Pompei romana e l’esposizione di molti reperti recenti delle campagne di scavo che si sono svolte in parallelo alle opere di restauro dell’ultimo decennio non risolve (per mancanza di spazio sufficiente) la funzione di prima accoglienza degli enormi flussi turistici che (ci auguriamo) torneranno a visitare gli Scavi d Pompei a partire dal 2022. La questione va inquadrata nella problematica antica di dotare il centro moderno della città vesuviana di un museo archeologico autonomo che possa alimentare la memoria antica del territorio presso le nuove generazioni e svolgere una maggiore funzione attrattiva nei confronti di turisti più esigenti che intendono soggiornare alcuni giorni sul territorio per approfondirne la conoscenza storica e paesaggistica. Tematica svolta dall’associazione nazionale “Gente e Territorio” che ha ridato corpo all’antica aspirazione della popolazione pompeiana di dotarsi di un Museo Pompeiano che presenti percorsi e contenuti alternativi sia al Mann che all’Antiquarium. La proposta di Gente e Territorio sarebbe di creare un contenitore culturale che raccolga reperti e conoscenze sulla storia del territorio antico pompeiano di epoca preromana i cui primi insediamenti risalgono intorno all’VIII secolo a.C., ad opera degli Osci che successivamente (VI secolo a.C.) formarono un solo agglomerato cinto di mura e funzionale al controllo di un importante asse viario e di uno sbocco a mare alla foce del Sarno. L’abitato osco risulta presente nelle regioni VII e VIII degli scavi di Pompei, sotto delle costruzioni di epoca sannitica e romana. Di questa popolazione sono stati ritrovati frammenti di ceramica per lo più appartenenti a necropoli con tombe di tipo a fossa. Ora le ricerche degli ultimi anni avviate da Osanna in collaborazione con Università italiane e straniere sono state tese a comprendere il contributo greco e quello etrusco nella costruzione preromana. Sarebbe opportuno approfondire la conoscenza sulla popolazione indigena (gli Osci) e del quadro completo (con reperti significativi) della cultura originaria di Pompei e il valore delle influenze di popoli che ne hanno modificato usi e costumi nel corso degli anni successivi.
Mario Cardone