Scafati. Alloggi popolari sotto la lente dopo la vicenda Inserra.

Arriva in Commissione Politiche Sociali la delicata vicenda della famiglia Inserra. Luigi, 70enne invalido, è destinatario da 11 anni di un immobile di edilizia pubblica, ma a oggi non è mai riuscito a mettervi piede in quanto numerosi sono occupati abusivamente. E come se non bastasse, il pensionato è destinatario di un sfratto per fine locazione. Il sindaco Cristoforo Salvati in uno con l’ufficio Patrimonio guidato dalla dirigente Anna Sorrentino hanno avviato contatti con la famiglia per una risoluzione positiva della vicenda, nel frattempo i consiglieri comunali provano a fare un punto sulla situazione degli immobili Erp.

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Lo stop per l’emergenza COVID.

La lunga emergenza Covid ha frenato le puntuali ricognizioni che l’ufficio predispone annualmente tramite la Polizia Municipale. Certo è che il Comune di Scafati dispone di 50 appartamenti uso abitativo e sei uso commerciale. Oltre questi vi sono quelli di proprietà provinciale. Il mancato sgombero degli appartamenti occupati abusivamente da anni, fa parte di un intero capitolo del decreto di scioglimento del 2017, ma nonostante tre anni di commissione straordinaria e due di amministrazione Salvati, ancora non si è riusciti a dare esecuzione alle ordinanze di sgombero.

Sgomberi difficili per mancanza di risorse e di uomini.

Carenza di fondi, ma soprattutto di uomini e mezzi, ragion per cui il primo cittadino ha chiesto a Prefetto e Procura il supporto necessario per liberare gli immobili. I 50 appartamenti sono stati acquistati negli anni passati grazie ai fondi post terremoto, e già nel decreto di scioglimento del 1993 si parlava di edilizia residenziale pubblica. Si va dai 20 appartamenti in via De Gasperi, agli 8 di via Enrico Fermi, e ancora 6 in via Nazionale cortile Rioles, 8 in via Bonaduce e altri 8 in traversa Falanga. Tutti sono situati in zone centrali, non affatto rientranti nei classici “casermoni” popolari frutto degli anni 80.

Canoni di locazione.

Popolari sono però i canoni di locazione. Si va dai 140 euro annuali pagati in traversa Falanga, ai 3.650 di via Bonaduce. Secondo l’ultima stima di Palazzo Mayer, risultano liberi due appartamenti in traversa Falanga, da ristrutturare, e sempre qui ci sono tre immobili occupati. A frenare gli sgomberi oggi la proroga al 30 giugno sugli sfratti e quella regionale fino al 31 marzo per sanare le posizioni abusive.

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Le considerazioni di Michele Grimaldi.

“Rimango convinto che sia intollerabile la perversa combinazione del costo elevato dei fitti, del numero di alloggi privati attualmente vuoti e della quantità di cittadini senza casa. Vicenda che, ovviamente, non riguarda solo Scafati – spiega Michele Grimaldi, componente della commissione politiche sociali – Andrebbero requisite, acquistate, espropriate, confiscate, le aree dismesse, e trasformate in abitazioni per chi è in difficoltà, e per chi non ha garantito un tetto sopra la propria testa e quella della propria famiglia. Altro che alberghi e centri commerciali, e nuovo consumo di suolo per la rendita e la speculazione”. Una nuova ricognizione dello stato occupazionale degli immobili è stato verbalizzato dalla commissione presieduta dalla leghista Laura Semplice.
Adriano Falanga

Redazione

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