Luciano, pronipote di Giovanni Capurro poeta e autore di O’Sole mio

Il suo nome ha un cognome ingombrante che da anni indossa con disinvoltura.
Lui è Luciano Capurro , pronipote di Giovanni, poeta della celeberrima
“ ‘O Sole Mio “ . “Una voce rara” quella di Luciano, a detta del grande Giuseppe Di Stefano che lo ascoltò una sera in un albergo di Posillipo alla fine degli anni ’80. Ciò che meravigliò il famoso tenore, oltre che il timbro, fu la capacità di modulare la frase musicale, passando con facilità dalle note basse baritonali a quelle tenorili.
Luciano rilascia in questo periodo un nuovo lavoro, il cd “NON CI RESTA CHE…CANTARE “ , che vuole essere un conforto artistico nell’era del Covid, “con tutte le emozioni di una dimensione animata dal sogno e dalla passione”.
Prodotto da “Napolincanto” , il disco vede la partecipazione di Anna Caso, Carla Buonerba , Lucio Bastolla, Sasà Trapanse e Paolo Neroni e gli arrangiamenti dei maestri Diego Perris, Cosimo Lombardi , Gianni Migliaccio, Sabrina De Martino e Angelo Mosca.“Un progetto-racconta Capurro – che avevo nel cuore da anni ma che non riuscivo a realizzare, preso dalla frenesia degli show. Devo quindi paradossalmente ringraziare i Dpcm per lo stop forzato che mi hanno dato l’occasione di concretizzare questa mia idea: una compilation di brani sospesi tra tradizione e innovazione, realizzata con gli amici artisti della Napolincanto”.
Nel cd, il repertorio classico napoletano e italiano , incontra il fado, il flamenco e gli evergreen internazionali. Nella Track list troviamo così brani e poesie come “L’Immensità” , “ Notte Lucente” , “ ‘A Vocca e Cuncettina “ Tarantelluccia “ , “Un Amore così grande” , “L’Amore è una cosa meravigliosa” , “Tu che mi hai preso il cuor “, “Malafemmina”, “ La Lontananza” , “Indifferentemente” , “ ‘O mare e tu “ , “ ‘O calipso napulitano” , “ Vasame” , “Adagio” e altre.