Il Napoli sembra un Titanic destinato ad affondare

Scelto il silenzio stampa dopo la sconfitta per 4 a 2 a Bergamo contro l'Atalanta

“Ma questa nave non può affondare.”
“È fatta di ferro, signore. Le assicuro che può affondare”

Si salvi chi può, il Napoli, come il Titanic, è una nave destinata ad affondare e nessuno è in grado di salvarla!
Giocatori che, in preda al panico, cercano di scappare con scialuppe di salvataggio e un allenatore che puntualmente trova giustificazioni ai suoi innumerevoli errori.
Ma l’iceberg di questo Napoli bisogna collocarlo in un periodo storico preciso.
Il momento dell’ammutinamento.
Da quel giorno qualcosa si è rotto e non si è più riusciti a trovare una soluzione per mantenere a galla la squadra partenopea.
Nessuno è esente da colpe, in primis il suo Presidente Aurelio De Laurentiis, mai così in difficoltà da quando ha preso il timone di questa società!
Sembra aver terminato le sue carte da gioco fortunate che negli anni lo hanno sempre assistito.
La decisione di non fare il salto di qualità al momento opportuno scegliendo quindi di continuare con una gestione familiare è uno dei momenti cruciali che hanno visto il Napoli sfasciarsi negli ultimi tre anni!
L’epoca d’oro vissuta con Maurizio Sarri aveva inesorabilmente acceso un segnale d’allarme sancendo il punto più alto mai raggiunto dall’era De Laurentiis.
Purtroppo il destino ha voluto che il presidente scegliesse, una volta giunti al bivio, la strada sbagliata che agli occhi di tutti sembrava quella più facile, rivelandosi poi fatale!
Il ciclo Sarri era terminato e con esso vi era la necessità di cambiare giocatori che avevano perso stimoli. Il passaggio di consegna a Carlo Ancelotti, utile a spegnere la delusione della tifoseria che tanto aveva amato il bel gioco del Comandante, è servita solo a rimandare quel problema che a distanza di un anno avrebbe visto giocatori scontenti rivoltarsi contro Carletto e la stessa società!
Alcuni rivoltosi dello spogliatoio avevano preferito indossare la fascia da pirata e passare dalla parte dei cattivi!
Il buon Aurelio dovette così esonerare Ancelotti per trovare l’accordo con un suo figlioccio, Rino Gattuso scelto come traghettatore fino al termine della stagione 2019-2020!
Un allenatore che doveva insegnare carattere, personalità e tanta grinta a questa squadra che sembrava non averne più in mezzo al campo.
La vittoria della Coppa Italia contro la Juventus ha convinto ADL a legare Gattuso sulla panchina del Napoli anche per la stagione successiva.
Oggi il Napoli è ormai una squadra allo sbando, senza identità e soprattutto senza quel carattere che doveva infondere Rino Gattuso.
Probabilmente non era questa la cura di cui necessitava il Napoli. Forse, tornando all’epoca Sarri, bisognava semplicemente ricreare un nuovo ciclo con nuovi giocatori e un allenatore con idee di gioco ben precise!
Dopo la sconfitta di Bergamo contro un’Atalanta già di per sé distratta per la partita di Champions contro il Real Madrid, ha indotto ADL al silenzio stampa.
Una scelta poco rispettabile, ma forse, inevitabile date le ultime uscite poco rassicuranti di Rino Gattuso, in completa rottura con la società, pronto a sparare su tutto e tutti optando per lo “scaricabarile”.
Il paradosso vuole che oggi non ci sia la pressione dei tifosi allo stadio e non sappiamo se sia un bene o un male. L’unica certezza è che ADL ha la possibilità di ragionare con più tranquillità sul da farsi per tentare di salvare il suo Napoli da acque pericolose!