Pompei. Parco Archeologico conclude due interventi di contrasto agli abusi edili

Sono partiti interventi promessi da tempo dall’Unità Grande Pompei di ripristino della legalità nelle zone più prossime ai siti archeologici (buffer zone) mentre sono ancora in corso altre iniziative di contrasto all’abusivismo e di riqualificazione del territorio circostante la Pompei Antica. In primis l’abbattimento dello Chalet Paradiso, un chiosco abusivo situato in un’area verse privata dentro gli scavi di Pompei e la riacquisizione al Parco del suolo circostante, la rimozione della cartellonistica abusiva e negli spazi esterni immediatamente adiacenti al Parco la riqualificazione di piazza Esedra e la sistemazione delle aree occupate dalle bancarelle. In questa iniziativa di civiltà il Ministero dei Beni Culturali chiede espressamente la collaborazione dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio. Nel frattempo l’0ufficio di Comunicazione del Parco Archeologico di Pompei fornisce i dettagli di due interventi di ripristino della legalità a Pompei e a Stabia, con l’acquisizione al patrimonio dello Stato dell’area antistante l’antico ingresso di Villa dei Misteri e dell’immobile rurale in prossimità della Villa San Marco a Castellamare di stabia. Risultato che arriva a conclusione di annose vicende giudiziarie che grazie all’attività della Procura di Torre Annunziata, consentirà la valorizzazione dei siti e la tutela delle aree circostanti. Lo scorso 19 febbraio 2021 è rientrata materialmente nel patrimonio del Parco (e quindi dello Stato) l’area sovrastante l’antico ingresso di Villa dei Misteri con un casolare ampliato abusivamente la cui gestione ha dato luogo negli anni a fatti di cronaca che hanno dell’incredibile come quando una mucca cadde dalla collinetta nella Villa dei Misteri che si trova sotto. A questo punto, dopo l’esproprio, Il Parco potrà finalmente riqualificare l’area intorno all’antica Villa, che è patrimonio UNESCO, rimuovendo gli interventi abusivi e aprendo un cantiere di scavo allo scopo di esplorare e mettere alla luce evidenze archeologiche ancora sotterrate. Allo stesso modo, il 4 gennaio 2021 a Stabia è stata effettuata la presa di possesso di un vecchio casolare sito in prossimità degli scavi di Villa San Marco, sopra le strutture archeologiche di pertinenza del ninfeo della villa romana nel sito dell’antica Stabiae. A seguito della compravendita di tali beni da parte di privati, avvenuta nel 1992, il Parco Archeologico di Pompei aveva esercitato la prelazione ma solo adesso arriva la materiale presa di possesso. Dopo l’emissione di un ordine di sgombero. Nell’ottica della valorizzazione del sito archeologico di Stabia, l’obiettivo è quello di abbinare alla conservazione il riuso del fabbricato, e l’estensione degli scavi di Villa San Marco. Le attività svolte sono frutto dell’azione dell’Ufficio Tutela del Patrimonio Culturale del Parco Archeologico di Pompei che ha assunto, nel territorio circostante i siti archeologici di propria competenza (Pompei, Torre Annunziata (Oplontis), Scafati, Castellammare di Stabia, Poggiomarino e Torre del Greco), tutte le funzioni di tutela di competenza delle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

​Mario Cardone