Pompei. Dibattito in Comune sul piano biennale delle opere pubbliche 2021/2023

Il dibattito sulle Opere Pubbliche dell’ultimo consiglio comunale di Pompei  riprende il filo dei  progetti delle passate amministrazioni  che successivamente hanno avuto un rallentamento (o  un fermo) a causa della burocrazia o perché l’interesse politico si era spostato altrove. E’ il caso del Cimitero con cui il sindaco Lo Sapio diede inizio alla sua campagna elettorale del #cambiamo tutto. Sul piano programmatico l’amministrazione in carica prevede la spesa di un milione duecentomila euro per ristrutturare la Chiesa Madre e i percorsi interni al Camposanto di Pompei. Altri lavori di manutenzione straordinaria riguardano il plesso scolastico “Celentano” in cui per adeguamento antisismico ed efficientemento energetico è previsto il finanziamento di 2 milioni 2centomila euro della Città Metropolitana. Per quanto riguarda il finanziamento del rifacimento del manto d’asfalto di 18 strade di Pompei il Comune contrarrà un mutuo di un milione di euro presso la Cassa Depositi e Prestiti (replicando la procedura del precedente mutuo di 5centomila euro stipulato dall’Amministrazione Amitrano con uno scopo analogo). I progetti ripresentati  sono sempre motivo di critiche e controversie sul piano politico. Sono : 1) Palazzetto dello Sport; 2) costruzione loculi su finanziamento privato; 3) costruzione campo sportivo “Bellucci”. Il dibattito è stato articolato ma ha messo in evidenza la sostanziale incapacità del ceto dirigente pompeiano dell’ultimo ventennio di meritare sul campo la fiducia conquistata col voto. Gli argomenti che si sono intrecciati nel dibattito politico affrontato nell’assise comunale sono di diverso ordine. Attengono alle capacità dimostrate sul campo dai dirigenti e dai funzionari del Comune di Pompei, ai alla qualità e puntualità dei controlli  e alla capacità di gestione del ceto amministrativo in campo a Pompei (espressione della maggioranza politica). Capita così che gli esponenti di maggioranza e opposizione (che sono sempre gli stessi che cambiano poltrone, salvo rare eccezioni) si rinfaccino accuse puntualmente replicate con buone argomentazioni. E’ il caso (ultimamente) dell’intervento di Alberto Robetti (di minoranza) a proposito dei ritardi enormi sui lavori del Campo Sportivo dell’amministrazione in carica (erede della precedente) che ha dovuto registrare la replica da Massimo Malafronte  (di maggioranza) “Risulta che i ritardi accumulati li abbiamo ereditati dalla maggioranza di cui faceva parte Robetti”. Alla fine è un continuo scaricabarile che lascia perplesso il pompeiano medio sempre più sfiduciato del ceto politico. Una caso eclatante riguarda il progetto di  costruzione di loculi su iniziativa privata al cimitero di Pompei. Sono oramai 10 anni che il Comune ha in cassa i soldi degli anticipi, passati sotto quattro sindaci e tre commissari prefettizi. Ora è stato annunciato un nuovo progetto per 610 nicchie. Dovrebbe partire finalmente essere bandita la gara d’appalto  ed aperta la sottoscrizione di 160  loculi che superano il numero programmato all’origine. Resta da chiedersi le 450 salme di 10 anni fa, nel frattempo, dove sono state riposte. Forse non a caso Lo Sapio aveva aperto la sua campagna elettorale col motto. “Prima dei vivi pensiamo ai morti”

Mario Cardone