Scafati. Malumore per la gestione della partecipata Acse

Scafati. C’è malumore per le gestione della partecipata ACSE. La società ambientale, al 100% di proprietà comunale

Giovanni Marra ACSE
Giovanni Marra ACSE

Scafati. Malumore per la gestione della partecipata Acse

C’è malumore a Palazzo Mayer riguardo le gestione della partecipata Acse. La società, al 100% di proprietà comunale, è al centro del confronto politico in maggioranza nelle ultime settimane. Da un lato chi spinge, sindaco in testa, per la costituzione di un CDA, dall’altro chi invece vorrebbe lasciare tutto così com’è. Fatto sta, però, che l’amministratore unico Giovanni Marra ad oggi non ha ancora presentato un piano industriale riguardo il rilancio della società da lui guidata.

Un volume di affari per oltre 11 milioni annui

L’Acse, con un volume di affari complessivo di circa 11,5 milioni di euro l’anno, costa, solo per la raccolta rifiuti urbani, quasi 4,2 milioni di euro alle casse comunali. Il resto è dovuto per il servizio cimitero e la sosta a pagamento. Negli ultimi anni anche la società con sede in via Diaz ha visto dimezzarsi il personale. Dagli oltre 80 a una 50ina di unità, un allarme organico che già l’ex amministratore Daniele Meriani aveva lanciato alla commissione straordinaria. Una precarietà che finisce irrimediabilmente per compromettere anche il servizio reso.

Le lamentele del sindaco Salvati

In queste ore il sindaco Cristoforo Salvati ha infatti scritto una Pec al manager Giovanni Marra (foto) lamentando il mancato spazzamento delle strade, chiedendo una pronta risoluzione del problema. Non solo, nei giorni scorsi è stata la responsabile del settore finanziario, Anna Farro, a scrivere una lunga missiva a Marra. Nella lettera una serie di richieste propedeutiche alla stesura del bilancio preventivo, ma nella forma assume anche una formale richiesta di delucidazioni sulla gestione della società. Non sono pochi i consiglieri comunali che lamentano una scarsa trasparenza nella gestione della partecipata, una questione che di fatto apre le porte alla costituzione del CDA, voluto da Salvati e da una fetta di alleati ufficialmente per dare un controllo e indirizzo politico alla società, oltre che garantire un nuovo equilibrio in maggioranza.

Richiesta di chiarezza sui costi di gestione dell’azienda

La Farro a Giovanni Marra chiede di conoscere i costi di gestione dell’azienda, dalla cancelleria agli affidamenti, passando per incarichi e automezzi. Richiesto anche un business plan per i servizi offerti e le retribuzioni degli organi di controllo, consulenti compresi. Appare chiaro, alla luce di tale missiva, che a Palazzo di città la mano destra non è del tutto convinta di ciò che faccia la sinistra. E c’è chi non esclude che il tutto possa essere una motivazione proprio per legittimare la costituzione del CDA, la cui presidenza è ambita dall’ex Presidente del Consiglio Comunale Pasquale Coppola.
Adriano Falanga