Scafati. Tiene banco la questione multe ai politici

Scafati. Ricorsi contro delibere di Consiglio comunale, multe non pagate, cartelle esattoriale in sospeso, a Palazzo Mayer c’è tensione

Scafati comune
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Scafati. Tiene banco la questione multe ai politici

Ricorsi contro delibere di Consiglio comunale, multe non pagate, cartelle esattoriale in sospeso, a Palazzo Mayer c’è tensione per le tante questioni legate a presunte incompatibilità degli amministratori. La sensazione è che ci sia una diffusa tendenza a voler sorvolare sulla questione, e il motivo è spiegato in quelle 25 multe per violazioni al codice della strada notificate a rappresentanti istituzionali scafatesi.

L’indagine

Considerando che l’Assise è composta da 25 consiglieri e la giunta da 8 assessori sindaco compreso, è facile dedurre che a essere stati pizzicati (nuovamente) sono esponenti sia di maggioranza che di opposizione. Nel mentre c’è chi fa la fila alle Poste per saldare il dovuto e rimuovere il debito che lo espone a incompatibilità, c’è anche chi invece ha a proprio carico diverse cartelle esattoriali relative sempre a multe più volte notificate e mai pagate. Lo stesso consigliere già condannato dal Tribunale, per lo stesso motivo, al pagamento di una multa di 2200 euro assieme ad altri 19 colleghi, sindaco compreso.

Nel mirino finiscono anche due assessori

Ma a finire nei guai vi sono anche, almeno, due assessori dell’esecutivo Salvati. Dubbi anche sul ricorso al Tar presentato da Mario Santocchio contro la delibera consiliare che ha certificato la sua rimozione da Presidente del Consiglio Comunale. Un atto che di fatto lo pone nella veste di ricorrente contro l’ente da lui amministrato. Condizione che lo esporrebbe a incompatibilità, e conseguente decadenza.

I dubbi del Consigliere Grimaldi

A voler fare luce è Michele Grimaldi. “Trovo grave, per quanto potrebbe essere suo diritto, che il consigliere Santocchio sia ricorso al TAR contro una decisione democratica della stessa assise che vorrebbe rappresentare”. Il segretario Pd ha chiesto alla segretaria Giovanna Imparato l’accesso agli atti.

“Attendiamo ora di leggere il ricorso, ma si aprono dei quesiti già adesso: se la delibera fosse davvero giunta in Consiglio comunale sbagliata, di chi sarebbe la responsabilità? Dello stesso presidente del Consiglio sfiduciato, ad esempio? E cosa fare il Sindaco: nominerà lui stesso un avvocato per difendere il Consiglio contro una decisione rispetto alla quale lui stesso votò contro? Se non c’è un conflitto di interessi, c’è almeno tanta troppa nebbia. Ci troviamo dinanzi ad un continuo sfregio delle istituzioni e della dignità della città”.

La tesi di Mario Santocchio

Secondo la tesi di Santocchio il Presidente dell’Assise non può essere soggetto a sfiducia, in quanto non espressione politica, ma a revoca, istituto previsto dal Tuel solo in caso di inadempienze legate al suo ruolo. Il ricorso non lo esporrebbe a incompatibilità in quanto la giurisprudenza riconosce al consigliere comunale la facoltà di impugnare atti nel momento in cui questi vadano a ledere il vulnus delle sue prerogative, o meglio, la delibera preclude, lede o impedisce l’esercizio delle sue funzioni di consigliere e Presidente del Consiglio. E’ lo stesso motivo per il quale non fu avviata l’incompatibilità verso coloro che impugnarono, durante l’amministrazione Aliberti, la delibera consiliare prodotta a seguito convocazione ritenuta irregolare tenuta da Teresa Formisano. A ricorrere furono Cristoforo Salvati, Pasquale Vitiello, Mario Santocchio, Michele Grimaldi, Marco Cucurachi e Michelangelo Ambrunzo. Contenzioso ancora in corso.
Adriano Falanga