Scafati. Muore in ambulanza in fila davanti al COVID hospital

Scafati, COVID. Muore in ambulanza mentre attende, da quasi 24 ore, di essere ricoverata. La donna era arrivata in condizioni già critiche

Scafati COVID hospital fila di ambulanze
Scafati COVID hospital fila di ambulanze

Scafati. Muore in ambulanza in fila davanti al COVID hospital

Muore in ambulanza mentre attende, da quasi 24 ore, di essere ricoverata. La donna, un’anziana 92enne, era arrivata a Scafati in condizioni già critiche. Era in attesa nel mezzo di soccorso che l’aveva accompagnata al Pronto Soccorso Covid di Scafati da lunedì pomeriggio, davanti già due mezzi che pure attendevano di sbarellare i propri pazienti. Ospite di una Rsa del salernitano, ha ricevuto le prime cure direttamente dal personale medico del 118, e una volta a Scafati, dai sanitari del Polo Covid Scarlato.

Precipitano le condizioni

Ieri mattina però le sue condizioni sono precipitate e l’anziana è deceduta che era ancora in ambulanza. Non si è riusciti a trovare una sistemazione per la donna, considerato che il pronto soccorso dispone di quattro posti letto oramai da giorni costantemente impegnati. Qui i malati restano sotto osservazione in attesa di ricovero ai reparti soprastanti, ma l’incremento dei contagi e la difficoltà a reperire posti letto sia presso lo Scarlato, perennemente pieno, che presso le altre strutture campane, riporta la memoria alle lunghe file già viste lo scorso mese di ottobre, che proiettarono la Campania in zona rossa.

Lo sfogo di chi è in prima linea fuori il COVID hospital

“La Regione Campania ha esaurito i posti. La stessa regione Campania che ci ha tolto circa mille euro dalla busta paga, e pretende che noi lavoriamo a stretto contatto con i pazienti Covid solo con grembiuli, senza tute”. Così Girolamo Mazzeo, uno dei medici del 118 in attesa fuori al pronto soccorso. “Ma chi ce lo fa fare a rimanere in questo inferno per esser sfruttati come manodopera a basso costo. Questo è caporalato. Mano a mano le ambulanze si trasformano in carri funebri, e questo non per colpa degli ospedali ma per una disorganizzazione della regione.” Parole pesanti, che raccontano il forte stress vissuto dagli operatori dell’emergenza, a cui la regione ha tolto l’indennizzo riconosciuto come lavoro usurante. Ieri sera la coda di mezzi di soccorso era salita a sette, tutte con casi importanti, bisognosi di cure ospedaliere. Una situazione difficile che abbraccia tutto l’agro nocerino sarnese, oltre Scafati, prima città della provincia per numero di contagi quotidiani.

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I sindaci che si rivolgono al Prefetto

Ieri i sindaci di Angri, Sarno, Sant’Egidio Monte Albino, Castel San Giorgio, Siano, Roccapiemonte, Corbara, Cava Dei Tirreni, San Valentino Torio e Nocera Inferiore in una lettera al Prefetto Francesco Russo hanno chiesto il supporto dell’esercito per il contenimento degli assembramenti cittadini. In mattinata i tecnici dell’Asl Salerno e quelli comunali, insieme al Sindaco Cristoforo Salvati e al Direttore del Distretto sanitario 61 Pio Vecchione, hanno effettuato un sopralluogo al Palamangano che il primo cittadino aveva messo a disposizione dell’Azienda sanitaria per l’avvio del piano vaccinale riservato al personale scolastico, per la città di Scafati.

In alternativa all’impianto sportivo di via della Gloria il Direttore Vecchione ha voluto visionare anche la palestra della scuola di via Della Resistenza e, ritenendola più idonea per l’esecuzione dei vaccini, ha chiesto al sindaco Salvati di autorizzarne l’utilizzo. “Autorizzando l’utilizzo della palestra di via della Resistenza, ho ribadito al Direttore Vecchione, che ringrazio sempre per la disponibilità, di accelerare le procedure per l’avvio della campagna vaccinale a Scafati” conferma il sindaco Cristoforo Salvati.

Adriano Falanga