Scafati. La presidenza del consiglio in gioco: Santocchio tiene duro

Santocchio contro tutti. L’ex Presidente del Consiglio Comunale sfiduciato al Tar chiede pure la sospensione dello Statuto comunale

Mario Santocchio
Mario Santocchio

Scafati. La presidenza del consiglio in gioco: Santocchio tiene duro

Santocchio contro tutti. L’ex Presidente del Consiglio Comunale sfiduciato al Tar chiede pure la sospensione dello Statuto comunale e del regolamento per le adunanze consiliari. Come già anticipato su queste pagine, la tesi difensiva di Santocchio si rifà all’impossibilità di produrre sfiducia verso il Presidente del Consiglio Comunale, così come previsto dal regolamento e dallo stesso Statuto. Un errore formale, in quanto il capo dell’Assise può essere revocato, e non sfiduciato. La mozione presentata dai sei consiglieri dissidenti di maggioranza Pasquale Vitiello, Daniela Ugliano, Paolo Attianese, Anna Conte, Camillo Auricchio e Antonella Vaccaro era nei fatti una “mozione di sfiducia”, secondo il ricorrente “un atto prettamente di natura e rilevanza politica che può essere diretto solo nei confronti del Sindaco e della Giunta”.

Tuel. L’introduzione della revoca

Il Tuel ha introdotto l’istituto della revoca, non recepito da Statuto e regolamento comunale, che di fatto, vanno sospesi e modificati. Secondo i suoi detrattori, il Presidente sarebbe in più riprese intervenuto nel dibattito politico, rilasciando anche dichiarazioni a mezzo stampa su temi di competenza dell’esecutivo, oltre a non aver avuto un comportamento imparziale e rispettoso del regolamento.

Un attimo illeggittimo?

Ma una “mozione di sfiducia” verso il Presidente, si legge nel ricorso depositato da Santocchio “è un atto illegittimo” perché non contemplato. “La decadenza va fondata su gravi e reiterati inadempimenti dei doveri istituzionali connessi alla carica – si legge ancora – che nella controversia non solo non esistono ma neanche sono contestati in modo specifico onde poter consentire il contraddittorio”.

Le motivazioni dell’avvocato Santocchio

Insomma, Santocchio lo ribadisce, la carica di Presidente non rimuove lo status di consigliere, e in quanto tale, il suo diritto di intervenire nel dibattito politico ed esprimere la propria opinione. “Si mette in discussione anche lo Statuto del Comune, siamo allo sfregio delle Istituzioni e delle regole comuni: ma Santocchio può chiedere anche l’annullamento dello Statuto Albertino, rimane il fatto che non gode della fiducia dell’aula. Avrebbe potuto riproporre la sua candidatura, ed invece prova una forzatura burocratica che ferisce la dignità della città”.

I dubbi del consigliere Michele Grimaldi

Così Michele Grimaldi, unico consigliere comunale espulso dall’Aula dietro intervento della forza pubblica. “Chi sceglierà l’avvocato che difenderà l’Ente? Non c’è un palese conflitto di interessi politico e amministrativo, con il Sindaco che votò contro la sfiducia? Perché siamo venuti a conoscenza di questo ricorso tramite la stampa ed un accesso agli atti, ed il Consiglio non è stato informato? Rimane poi sulla sfondo, ma è il punto centrale della vicenda, lo scontro di potere e di interessi, interno alla maggioranza: a cosa alludeva Santocchio quando durante il suo intervento in occasione della sua sfiducia accusava forze esterne di interessi oscuri sulle farmacie, Scafati Sviluppo ed il ciclo dei rifiuti?” la stoccata di Grimaldi.

Adriano Falanga