Pompei. 8 marzo dibattito on line sugli espropri del progetto EAV

E’ previsto per lunedì prossimo (8 marzo) un dibattito pubblico organizzato dal comitato “Pompei no sottopassi” A riguardo Il 16 Febbraio 2021 è stato pubblicato all’Albo Pretorio del Comune di Pompei l’avviso pubblico di avvio delle procedure di esproprio di 273 particelle catastali. L’avviso è finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità del Progetto di Compatibilizzazione Urbana della Linea Ferroviaria Circumvesuviana nel Comune di Pompei. “Dispiace osservare che, quanto a informazione e coinvolgimento della cittadinanza, l’Amministrazione Comunale si limita al minimo di legge, fermandosi alla semplice pubblicazione degli atti all’Albo Pretorio, senza darne alcuna eco. Neppure sui social media comunali, che sembrano purtroppo diventati semplici strumenti di propaganda”. Fa sapere il Comitato “Pompei No Sottopassi” in riferimento all’avvio dei 273 espropri previsti dal medesimo progetto urbanistico dell’Ente Autonomo Volturno che ha per presupposto l’eliminazione di 4 passaggi a livello tramite la creazione di percorsi alternativi alle barriere esistenti. L’incontro on line fissato alle ore 18 di lunedì 9 marzo sulla piattaforma web Google Meet prevede l’intervento di tre professionisti (Avvocato Giovanni Leone, avvocato Paolo Leone e ingegnere Alberto Robetti). La natura del dibattito riguarda posizioni distinte di natura privata ma li accomuna il desiderio da parte di tutti gli interessati di ricevere garanzie di trasparenza e legalità nella procedura che sarebbe messa in atto con i singoli espropri da parte dell’Eav i cui nominativi interessati sono inseriti in un elenco pubblicato sull’Albo Comunale. Si tratta inoltre di assistere i privati che intendono fare ricorso contro gli espropri deliberati che li riguardano. A riguardo esisterebbero (secondo alcuni) falle nell’iter progettuale e di approvazione alla variante urbanistica conseguente che consentirebbero la possibilità di praticare ricorsi di massa in grado di fermare l’iniziativa anche perché (secondo il comitato “No sottopassi”) mancherebbe, a riguardo, un progetto di base condiviso per avviare lavori urbanistici di così vasta portata.