L’artista ai tempi della pandemia. Severino incontra Antonio Milo

Angri. Aldo Severino intervista Antonio Milo, reduce dal successo della Fiction “Il commissario Ricciardi”, tratta dai romanzi di  Maurizio De Giovanni, ha interpretato il brigadiere Maione

Lino Guanciale e Antonio Milo - foto Anna Camerlingo ©
Lino Guanciale e Antonio Milo - foto Anna Camerlingo ©

L’artista ai tempi della pandemia. Continua con Antonio Milo, affermato attore del panorama nazionale, la serie di interviste con  artisti che per via del corona virus non stanno lavorando.

Antonio Milo - foto Anna Camerlingo ©
Antonio Milo – foto Anna Camerlingo ©

Abbiamo vissuto un primo atto di pandemia a singhiozzi, aperture e chiusure, zone  rosse e gialle, finanche zone bianche. Tutti, sulla nostra pelle e nella nostra anima abbiamo dovuto forzatamente tatuare un segno,  quello che per sempre rimarrà indelebile, il Covid- 19.  Ogni categoria ha preparato poi un secondo atto, la ripartenza, il programmare, il vedere un po’ di luce in più fondo al tunnel.

Attori e attrici e il disagio delle chiusure

Tra queste,  c’è una categoria professionale che sta già facendo le prove generali di questo secondo atto: le attrici, gli attori, e bene o male chiunque lavori nel settore dello spettacolo.
Da teatri chiusi a festival cancellati, da spettacoli al chiuso o all’ aperto eliminati fino a tutte le produzioni di tv e cinema ferme, e tra una chiusura e l’altra si comincia a parlare di aperture. Sembra che il 27 marzo sia la data fissata dal Governo per la ripartenza di un settore che insieme alla Cultura  in Italia  dà da vivere a 400.000 persone, movimentando un mercato da oltre 5 miliardi di euro e contribuendo al Pil per circa il 16%.  Ne parliamo con Antonio Milo, reduce dal successo della Fiction “Il commissario Ricciardi” tratta dalla serie di romanzi di  Maurizio De Giovanni dove ha interpretato la spalla di Lino Guanciale, il brigadiere Maione.

Il commissario Ricciardi e il brigadiere Maione
Il commissario Ricciardi e il brigadiere Maione

Antonio Milo è nato a Castellammare di Stabia ed è un attore di navigata esperienza anche se il successo ora lo sta travolgendo; Milo vanta interpretazioni nel cinema, in teatro, e nelle fiction. Da “Gente di mare” a “Il paradiso delle signore” dal “Commissario Maltese” a “Gomorra” e “L’Amica Geniale”.

In teatro ha recitato nelle opere “ L’imbecille” e  “La giara” di Luigi Pirandello per la regia di Nello Mascia;  in “Masaniello” di Tato Russo,  nell’ “Otello” di William Shakespeare per  la regia di Paolo Gazzarra.  In “Natale in casa Cupiello”,  il  film per la televisione diretto da Edoardo De Angelis,  tratto dall’omonima opera teatrale scritta da Eduardo De Filippo, e  trasmesso per la prima volta su Rai 1 martedì 22 dicembre 2020  in prima serata,  ha interpretato Nicola Percuoco, genero di Luca Cupiello interpretato da Sergio Castellitto  e marito di Ninuccia sua figlia, la cui interpretazione era di Pina Turco. Insomma un curriculum di tutto rispetto per l’attore stabiese.Un ringraziamento per la grande disponibilità nel concederci questa intervista che ci ha dato l’opportunità, attraverso le sue svariate interpretazioni, di conoscere non solo l’attore ma anche l’uomo.

Antonio Milo
Antonio Milo –  foto Anna Camerlingo ©

L’intervista

Antonio ricordi la tua prima esibizione sulle tavole di un teatro?
È stato per gioco. Fui scaraventato sul palco di uno spettacolo di Natale che si organizzava ogni anno. Fu la mia prima volta e capii subito che era la mia strada.

E il tuo primo ciak?
Il mio primo ciak in assoluto è stato in un film TV sui fratelli Abagnale per la regia di Stefano Reali.

Antonio, cinema e teatri sono chiusi. Come stai vivendo questa situazione?

Con estremo disagio e senso di ingiustizia, visto che i teatri e le sale cinematografiche sono luoghi sicuri, sicuramente più di un aereo o di un autobus.

In queste ore si parla del fatto che il  Governo ha in programma di riaprire i cinema e i teatri  dal  27 marzo,  cosa pensi?

Lo spero, anche se la riapertura di fine marzo servirà per organizzare i programmi per la prossima stagione. Quindi gli attori e i tecnici inizieranno a lavorare tra sei mesi.

Come hai vissuto il periodo della pandemia?
Ma a parte infornare pane, pizze e torte ho cercato di utilizzare il tempo in maniera produttiva. Ho scritto un concept per una serie.

La fiction “Il commissario Ricciardi” ti ha lanciato alla ribalta nazionale, è un motivo sicuro di grossa soddisfazione che ti ripaga in parte dei sacrifici che hai fatto. Che ti senti di dire ai giovani che si affacciano a questa professione?
Di capire perché decidi di fare l’attore. E poi mettersi sempre in una condizione mentale di allievo, perché c’è sempre da imparare anche dopo 30 di carriera.

Progetti futuri, a cosa stai lavorando e quando ti rivedremo in TV?
Presto al cinema in un film di Sergio Rubini sulla vita dei fratelli De Filippo. In TV ci sono progetti ma non ne posso parlare ancora.

Aldo Severino

Ufficio Stampa e PR Riccardo Ciccarese – Roma

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