Pompei. Il paesaggio della Città Antica tra mare Vesuvio e fiume Sarno

La decorazione parietale staccata da una parete della “Casa del Bracciale d’Oro” fu esposta nella mostra “Jardins” del Grand Palais dal 15 marzo al 24 luglio del 2017 tra le opere di Fragonard, Monet, Cézanne, Klimt, Picasso e Matisse. L’affresco che racconta ambienti verdi reali è stato all’origine, per soggetto ed elementi di dettaglio (en plein air) la scuola dell’impressionismo francese. Forma una tra le più fedeli riproduzioni di III stile di giardino pompeiano, con una cura dei dettagli di uno spazio verde fiorito talmente realistico da consentire ancora oggi l’individuazione delle piante che all’epoca lo ornavano, come l’oleandro, il viburno, il vilucchione, la palma, la rosa, l’edera variegata, e alcuni volatili raffigurati, volteggianti o posati sui rami d’albero, come il colombo, il colombaccio, la gazza ladra, il passero e la rondine. Oggi (14 marzo) si celebra on line la Giornata nazionale del Paesaggio istituita dal Ministero della Cultura. Per l’occasione il Parco Archeologico propone su alcuni video il racconto del paesaggio pompeiano nella sua trasformazione e riqualificazione nel tempo. Dall’insula dei Casti amanti, dove un cantiere aperto per la messa in sicurezza dei fronti di scavo e rifacimento delle coperture consente ad un vulcanologo e un geologo del Parco d’illustrare la stratigrafia dell’eruzione del 79 d. C. emersa con particolare evidenza nel corso del cantiere nella sezione a ridosso di un luogo d’intervento allo scopo di raccontare le fasi e le dinamiche del tragico evento che seppellì Pompei e le mutazioni paesaggistiche e geologiche che ne seguirono. Per la prima volta sono stati narrati gli strati che costituiscono il sottosuolo della Città Antica che raccontano una lunga storia di frequentazioni preistoriche, eruzioni vulcaniche e cambiamenti del paesaggio. Partendo dal giardino della Casa dell’Ancora e dalla Via dei Sepolcri sarà, invece, raccontato il lavoro multidisciplinare che sta alla base della gestione, conservazione e rinnovo del vasto patrimonio agricolo e paesaggistico del Parco Archeologico di Pompei in una carrellata di immagini riprese da scene di paesaggio della pittura pompeiana. Le pitture di paesaggi nelle ville pompeiane avevano lo scopo di creare l’illusione e ampliare le dimensioni degli spazi, come in una sorta di trompe-l’oeil, creando delle vere e proprie scenografie. Infine il Parco, per la giornata del Paesaggio, ripropone le immagini video del sito protostorico in località Longola di Poggiomarino, nell’alta valle del Sarno, a circa 10 km ad est di Pompei. Un insediamento perifluviale in ambiente umido, frequentato dalla media Età del Bronzo fino al VI sec. a.C . L’elemento acquatico ha caratterizzato la vita del villaggio in tutte le sue fasi di vita e ha consentito anche la conservazione di numerosi materiali deperibili che costituiscono un eccezionale dossier archeologico che consente la ricostruzione delle dinamiche insediative che hanno preceduto la nascita di Pompei.