Scafati. Nuovo focolaio al comune, cinque contagiati

Scafati. Cinque contagiati in meno di un mese, è focolaio a Palazzo Mayer. Nonostante sia chiuso al pubblico

Scafati contagi
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Scafati. Nuovo focolaio al comune, cinque contagiati

Cinque contagiati in meno di un mese, è focolaio a Palazzo Mayer. Nonostante sia chiuso al pubblico e laddove possibile operativo in smart working, i contagi tra il personale di Palazzo di Città continuano ad aumentare. Ieri nuova sanificazione dopo la scoperta di altri tre positivi, due dirigenti e un impiegato. Tutti e tre operanti in uffici diversi, su piani diversi. Cresce il sospetto di un possibile soggetto asintomatico, forse vaccinato, che stia inconsapevolmente diffondendo il virus tra i dipendenti.

I nuovi casi: il tracciamento.

Due dei tre nuovi casi sono emersi grazie al tracciamento di una decina di funzionari contatti stretti del Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio, risultato positivo una settimana fa. I due dirigenti non mostrano sintomi evidenti, al contrario del terzo. Da una prima ricostruzione, nessuno dei tre avrebbe casi di positività accertata all’interno dei rispettivi nuclei familiari. Questo lascia pensare che il cluster sia presente quindi a Palazzo Mayer. L’Asl in queste ore sta ricostruendo i contatti diretti dei tre con altri dipendenti, disponendo per loro quarantena e tampone.

Tampone per il sindaco Salvati.

Una settimana fa l’ultimo tampone per il sindaco Cristoforo Salvati, avendo avuto contatti stretti con il Presidente dell’Assise facente funzioni, Santocchio. Esito negativo, ma il primo cittadino, da medico, è stato già sottoposto a vaccinazione. Continua a restare alto il numero dei contagi anche in città, avendo superato ufficiosamente i 1600 attuali positivi.

Città chiusa e divieti di sosta negli spazi pubblici.

La media è ben oltre i 200 nuovi casi a settimana. Gli spazi pubblici, come le panchine, sono state interdette da un nastro rosso. Applicare il modello di contrasto alla diffusione del Covid19 attualmente in vigore nel distretto di Ferrara, in Emilia Romagna, è la proposta presentata al Governatore della Regione Campania Enzo De Luca, e alle Istituzioni locali, dai consiglieri comunali Michele Grimaldi e Michele Russo.

Misure di contenimento necessarie.

“Il modello ad oggi applicato di chiusure generalizzate e di contact tracing, appare solo un labile argine, utile solo a contenere nei momenti più drammatici la diffusione del virus, ma non sufficiente ad arrestare la spirale di aperture e chiusure – spiegano – In Emilia Romagna si sta sperimentando un nuovo modello di contrasto al virus e di tracciamento, basato sul paper prodotto dalla associazione Left Wing, paper che qui si allega per opportuna conoscenza in forma integrale”.

L’obiettivo è quello di andare a testare direttamente le persone con cui il contagiato entra abitualmente in contatto, indipendentemente dai suoi ricordi su chi abbia incontrato e chi no negli ultimi giorni, utilizzando a questo scopo, nel rispetto delle normative sulla privacy e senza mai violare l’anonimato dei singoli, anche tecnologie informatiche e Big data, utili per individuare le possibili diramazioni dei focolai. “Soprattutto all’interno del nostro distretto 61, tra i più colpiti”.

Adriano Falanga

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