La differenza tra il tortano e il casatiello nella tradizione napoletana

Le torte salate della Pasqua della tradizione formavano il pasto completo perché molto sostanziose e ricche di vitamine: casatiello e tortano decantate nella letteratura culinaria borbonica sono simili ma non uguali nella dorma e nel sapore. Contengono le stesse materie prime. Vengono preparate entrambe con farina e sugna e pepe, oltre formaggio e salumi. “La differenza nella preparazione – ci ha spiegato il maestro di cucina Sandro Acunzo, patron delle Masseria del Vesuvio di Trecase – consiste nella lievitazione che nel casatiello viene ripetuta due volte (nella prima si prepara un telo di pasta che successivamente si avvolge a rotolo mettendo all’interno salumi e formaggio a pezzetti e il tutto viene messo di nuovo a lievitare formando un ciambellone che sarà guarnito da uova sode fissate con fettucce impastate a forma di croce come simbolo cristiano. L’impasto del tortano include gli ingredienti (compreso l’uovo) che viene lievitato una sola volta in forma attorcigliata che simboleggia la corona di spine del calvario di Gesù. In conclusione gli ingredienti delle due torte rustiche sono i medesimi: farina, sugna, salame, formaggio pepe e lievito. Sono le uova a fare la differenza delle due ricette: nel casatiello vengono saldate sopra da strisce di pasta a croce mentre nel tortano entano con gli altri ingredienti nell’impasto. Le uova sono il simbolo ancestrale della creazione del mondo. Allo stesso tempo simboleggiano anche il significato nella religione cattolica del clamoroso mistero della fede della resurrezione di Gesù Cristo.

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