Scafati. Vendita parcheggio ACSE. Problemi per Salvati

Scafati. Troppo tardi per impugnare la vendita dei 13600 mq di area adibita a parcheggio dei mezzi Acse

Scafati Area Ex Copmes
Scafati Area Ex Copmes

Scafati. Vendita parcheggio ACSE. Problemi per Salvati.

Troppo tardi per impugnare la vendita dei 13600 mq di area adibita a parcheggio dei mezzi Acse, che la curatela fallimentare della Scafati Sviluppo ha venduto oltre un anno fa alla Esposito S.R.L.. Una cessione avvenuta dietro compenso di appena 20 euro al mq, per un suolo adibito a parcheggio ma sul quale non sembrano esistere vincoli di edificabilità presso l’ufficio Tecnico di Palazzo Mayer. Un buon affare, che l’opposizione ha contestato in Consiglio Comunale al sindaco Cristoforo Salvati.

La nomina di un legale.

Il primo cittadino, su voto dell’Assise, era stato investito dal nominare un legale esperto di diritto fallimentare, per fare luce sulla vicenda. L’atto di indirizzo, voluto dai consiglieri di “Insieme per Scafati” in ordine del giorno, era stato derubricato a “comunicazioni del sindaco” nel consiglio di venerdì scorso, rinviato per la nota apertura della crisi in maggioranza. “Ho assolto pienamente, e nella totale legalità, il mandato del Consiglio – spiega oggi il sindaco – l’avvocato Clemente Pecoraro, a cui abbiamo formalmente dato mandato, non solo non ha chiesto un euro, ma ha prodotto una accurata relazione che avrei letto in Aula”. E in questo documento il legale salernitano chiarisce che, in assenza di “riscontro documentale”, la vendita avvenuta probabilmente con udienza del 10 dicembre 2019 non può essere impugnata per due motivi: Il ritardo e la legittimità del Comune, socio unico, a ricorrere. Da premettere che Salvati a fine gennaio ha anche prodotto esposto alla Procura presso la tenenza dei carabinieri.

La vertenza.

“Se il tentativo di vendita fosse andato a buon fine, sarebbero verosimilmente spirati i termini per impugnare il provvedimento di assegnazione o il successivo decreto di trasferimento, essendo decorsi i 90 giorni di tempo” scrive il professor Pecoraro. Non solo, in dubbio anche la legittimazione del Comune a impugnare gli atti di vendita. “Il reclamo può essere proposto dal curatore, dal fallito, dai creditori e da chiunque vi abbia interesse. Il socio, considerato “terzo” potrebbe impugnare il trasferimento solo dietro prova che l’attivo fallimentare liquidato sia superiore al passivo”.

In poche parole, bisogna verificare il ritorno “in bonis” della società fallita ad aprile 2017. Una verifica ardua, considerato che Palazzo Mayer, proprietario dell’area ex Copmes, non è riuscito a incontrare la curatela fallimentare e soprattutto non è ancora chiaro se il CDA nominato dalla commissione straordinaria sia ancora legittimato a operare. Secondo Pecoraro agli atti manca la formale accettazione della nomina dei componenti. “In assenza, procedere a nuova designazione tramite apposita deliberazione assembleare”. Salvati si dice pronto a nominare un nuovo CDA che possa prendere in mano le redini della società, ma la burocrazia sembra essere più complicata delle nomine da fare.

Adriano Falanga

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