Angri. Severino: “Una Pro Loco molto versatile e smart”

Angri. L'obiettivo della Pro Loco, pur rimanendo ancorata alle matrici tradizionali, è quello di portare una ventata d'innovazione nei percorsi da realizzare

Aldo Severino Pro Loco Angri
Aldo Severino Pro Loco Angri

Angri. Severino: “Una Pro Loco molto versatile e smart”.

La presidenza della Pro loco di Aldo Severino giunge al culmine di un lungo percorso personale: nello scenario cittadino Severino è figura poliedrica, supportato da un curriculum evidenziato da molteplici impegni che vanno dalla Presidenza della Confesercenti locale, a quella come Presidente Vicario Provinciale, componente di Presidenza  regionale, Presidente del Nuovo Cescot, ente di formazione professionale Regionale, Presidente del Cambridge Preparation Centre di Angri, fino all’impegno giornalistico attivo con la testata giornalistica Agro24, vecchio retaggio anche di una lunga militanza radiofonica, televisiva e anche di presentatore di spettacoli.

Severino, la sua elezione a presidente capita in un momento difficile per prendere in mano le redini della Pro Loco. L’ente istituzionale sta vivendo un lungo letargo culturale e sociale caratterizzato da questa emergenza pandemica che potrebbe rendere più complesso il nuovo approccio umano. Questi fattori possono incidere sui programmi che avete in cantiere per il nuovo slancio di questo importante ente?

Assolutamente no anzi, abbiamo pronto tutto o quasi, per un rilancio completo. La Pro Loco Angri è parte integrante del nascente consorzio delle Pro Loco della provincia di Salerno nord, un ente che mette in rete identità culturali, turistiche e sociali con continui scambi d’idee e progetti per far crescere il territorio. La Pro Loco è affiliata all’Unpli Provinciale ed è riconosciuta in Regione Campania essendo iscritta nell’albo regionale delle Pro Loco della Campania, riconosciuta presso l’Agenzia Campania Turismo, è Associazione di promozione sociale iscritta all’albo. Insomma ha tutte le carte in regola per poter ripartire al netto della pandemia. Flessibilità e adattamento al nuovo stile di vita non possono prescindere dalle future iniziative. Le nostre prime azioni sono state fatte da remoto, certamente non si può immaginare per sempre il distanziamento. La pandemia ci ha segnato in tutto, dal punto di vista organizzativo stiamo viaggiando con il freno a mano tirato. I primi eventi li abbiamo svolti online per ovvi motivi, ma posso già dire che gli stessi saranno riproposti in presenza e che molti altri sono in programmazione. Abbracceranno vari settori: culturali, storici, letterari, di formazione, sportivi, turistici, religiosi. Seguiremo tutto l’iter per partecipare al prossimo bando per il servizio civile. Attiveremo uno sportello turistico. In cantiere anche la Pro Loco TV e la Pro Loco Radio per rimanere sempre in contatto con la cittadinanza e promuovere in modo più intenso il territorio, diffondendo in massicciamente possibile tutta l’offerta culturale in programmazione. A breve, attraverso un avviso pubblico, partirà la campagna di tesseramento Pro Loco per tutti coloro che avranno piacere di parteciparvi e chiederemo l’adesione alle associazioni che vorranno far parte del sodalizio. L’idea non troppo velleitaria è quella di dare vita a un polo culturale e una consulta permanente delle associazioni, per meglio programmare e calendarizzare eventi e progetti. Tutti potranno avere un ruolo partecipativo attivo: una “Pro Loco bene comune”.

Recupero e rivisitazioni delle tradizioni sembra poter essere un punto di giusta partenza. La svolta epocale e i nuovi stili di vita incideranno sulle vostre prospettive? C’è chi invoca un ritorno in “Piazza” con le sagre e le feste popolari, vi sentire pronti per una loro rielaborazione?

Sicuramente la Pro loco cercherà di rilanciare gran parte delle tradizioni popolari che rischiano di andare perdute: i balli, i canti, il folklore le antiche tradizioni. Bisogna concentrasi e puntare su queste matrici popolari che le nuove generazioni non conoscono o che stanno dimenticando. Da recuperare sicuramente la Sagra del Pomodoro che deve recuperare lo spirito per cui è nata, la promozione del prodotto per antonomasia: il pomodoro, vanto e fatica del nostro territorio. Valorizzare e promuovere i luoghi della sua coltura e la sua trasformazione industriale e artigianale.

Possiamo parlare di una recupero delle matrici tradizionali. La Pro loco è un importante riferimento culturale e popolare locale che ha bisogno di attori partecipi attivamente all’elaborazione del progetto territorio. E così? Immaginate un più ampio coinvolgimento di massa o uno maggiormente selettivo?

Il nostro obiettivo, pur rimanendo sempre ancorati alle matrici tradizionali, è di portare una ventata d’innovazione nei percorsi da realizzare, e a tal proposito a breve sarà presentato l’esecutivo composto da un gruppo di professionisti che in vari settori contribuirà con competenza a migliorare tutti i servizi offerti alla collettività. Lo spirito di gruppo deve essere l’elemento caratterizzante della nostra Pro Loco cittadina e il mio augurio è che un ruolo attivo venga svolto oltre che dal direttivo, anche da tutti i soci e cittadini perché solo in questa direzione potremo ottenere il raggiungimento di traguardi importanti.

Per concludere ritenete importante una stretta collaborazione con l’amministrazione comunale e con gli organi sovra comunali? È necessario anche avere un punto di riferimento nel centro della città per attivare il momento ricreativo e umano?

Per poter svolgere le attività nel migliore dei modi, innanzitutto c’è la necessità di una sede istituzionale che sia riferimento per la comunità cittadina. L’ amministrazione comunale tutta, attraverso gli assessori delegati Maria D’Aniello, Maria Immacolata D’Aniello e Francesco Ferraioli, il presidente del Consiglio Comunale Massimo Sorrentino e il Sindaco Cosimo Ferraioli, ci hanno garantito per l’importanza che la Pro Loco riveste sul territorio, l’affidamento di uno spazio centrale fondamentale per dare visibilità e rappresentare l’ente in modo serio e costruttivo. La condivisione degli intenti passa  sopratutto attraverso la sinergia con la politica e l’amministrazione locale, si deve camminare in sintonia per poter cogliere le numerose opportunità che ricadono sul territorio e sulla collettività. Se questa sinergia manca, il progetto complessivo resta monco. La responsabilità di promuovere e fare le cose non è solo della Pro Loco ma anche della politica.

L’intervista è di Luciano Verdoliva

Leggi anche Angri. Massimo Sorrentino: “La Pro Loco deve avere la sua sede”