Pompei. Sospesa la tradizionale festa della Giuliana

Pompei. La scampagnata dei pompeiani del lunedì dell’Angelo nella contrada della Giuliana risale alla tradizione locale legata alla sua vocazione agricola

Pompei. Sospesa la tradizionale festa della Giuliana:

La scampagnata dei pompeiani del lunedì dell’Angelo nella contrada della Giuliana risale alla tradizione locale legata alla sua vocazione agricola che ne disegna il paesaggio vesuviano che assume, in alcuni punti, anche tratti di valore archeologico, considerato che vi sono stati rinvenuti significativi reperti che hanno orientato campagne di scavo che recentemente hanno introdotto quella tradizionale contrada sotto i riflettori del contesto internazionale col ritrovamento del famoso carro da parata erotico-matrimoniale. Ultimamente veniva organizzata in quella contrada di periferia una festa popolare durante i week-end pasquali, sospesa in questi ultimi due anni a causa della pandemia.

Il progetto.

L’Iniziativa della festa popolare spingeva verso l’attuazione del progetto di passeggiata naturalistica-culturale che fa parte del piano strategico dell’Unità Grande Pompei sulla conservazione del paesaggio vesuviano della Buffer zone e alla sua conseguente valorizzazione. Nella festa della Pasquetta la scampagnata a giuliana veniva accolta con banchi pubblici che offrivano prodotti tipici locali agli intervenuti nel clima tradizionale di un’epoca trascorsa in cui nel giorno del Lunedì in Albis si aprivano le danze popolari al ritmo della tamorra sul fondo comune, attiguo alla Chiesa della Madonna dell’Arco. Spazio dove una volta si metteva ad asciugare il granturco durante l’estate. Il punto di ritrovo delle comitive del territorio era costituito dall’antica cappella gentilizia del 1830, chiusa al pubblico a causa dei danni del terremoto del 1980, restaurata e mai più aperta a pieno regime per le funzioni religiose, ma solo in alcune occasioni come nel week end di Pasqua. Rappresenta l’emblema della tradizione pompeiana legata alla memoria archeologica. La chiesetta rurale dell’Annunziata fu dedicata al culto contadino della Madonna dell’Arco, devozione religiosa molto sentita nel Vesuviano.