Artisti al tempo della pandemia. Intervista a Mimmo Foresta

Aldo Severino incontra l'imitatore lanciato da Fiorello. La storia di un "dono" nel ricordo del grande e indimenticato Alighiero Noschese.

Mimmo-Foresta-con-Fiorello.
Mimmo-Foresta-con-Fiorello.

Artisti al tempo della pandemia. Intervista a Mimmo Foresta.

Essere un bravo imitatore,  un artista in grado di assumere voce o  intercalari di altre persone è difficile, il successo dell’imitatore è strettamente collegato alla televisione e ai personaggi proposti dagli stessi, avere questo dono è cosa rara, ma imitare e quindi tirare fuori le voci di personaggi femminili famosi non è da tutti. E’ uno spettacolo nello spettacolo.

Una dote unica.

Mimmo Foresta  quarantatré  anni di Cicciano, in provincia di Napoli,  ha questa capacità come nessuno in Italia, e forse in Europa. Riesce a passare dalla voce di  Mina a quella di Anna Oxa, da quella di Ornella Vanoni a quella di  Laura Pausini in un cambio di nota. Anche se il suo cavallo di battaglia è imitare, rasentando la perfezione, Loredana Bertè, un’ artista poliedrica che rispecchia molto il suo modo di vivere.Queste capacità lo hanno portato a una grande notorietà facendolo diventare personaggio di  Rai Uno, nel programma di qualche anno fa di Fiorello “Il più grande spettacolo dopo il weekend”.

Un cammino fatto di sacrifici.

Ma il cammino di Mimmo Foresta non è stato semplice. Lui viene dal mondo del piano bar e delle feste di piazza, dalle esibizioni fatte nei matrimoni o nelle case private. Un mondo dove tutti hanno fatto grandi sacrifici, e calcato,  amaramente, scene e palchi, nella speranza che prima o poi passasse il treno per la notorietà. Per Mimmo, che comunque ha sempre sfoderato un carattere, solare, estroverso e disponibile, tutto ha inizio per caso.Scrisse un lettera a “Pomeriggio Cinque” di Barbara D’Urso, l’ennesima missiva  indirizzata alle tante redazioni di programmi,  chiedendo un passaggio televisivo per poter proporre il suo numero, le sue “imitazioni al femminile”, ebbene la redazione rispose,  la D’Urso lo  ospitò nel suo programma.

Prima la D’Urso poi Fiorello.

Dalla D’Urso a  Fiorello, checchè  se ne dica, il passo fu breve. Il grande presentatore lo notò e lo convocò al Sistina per il suo show radiofonico “Buon Varietà”. Subito dopo lo volle ospite nello show  “Il più grande spettacolo dopo il weekend”. Ci furono più di 12 milioni di persone che seguirono quella sera  Mimmo Foresta, fu  un successo di critica e di pubblico. Mimmo , orfano di padre a 4 anni, durante quella puntata pensò molto a sua mamma, che era stata, da bambino,  la sua musa ispiratrice.  Infatti  era lei a cui piaceva Alighiero Noschese,  il maestro per antonomasia del mondo dell’imitazione italiano, era lei che non si perdeva nessuna puntata degli show di questo indimenticato artista del mondo dello spettacolo. E chissà forse proprio quel vedere e rivedere, ascoltare e riascoltare che hanno di fatto cambiato la vita Mimmo.

Mimmo riesci a ricordare la prima esibizione su un palco?

Ricordo ancora quel giorno quando, per la prima volta, mi esibii in una festa di piazza su un palco a Cutignano, una piccola frazione di Cicciano. Ero un pischello emozionatissimo, dovevo esibirmi davanti a un pubblico, era una sfida enorme con me stesso, sentivo la paura travolgermi ma una volta sbalzato su quel palco diventai un leone.

mimmo foresta
Mimmo Foresta

Una luce mi avvolse, una forza pervase il mio corpo, i personaggi si impossessarono della mia anima, in un attimo scomparve tutta la mia timidezza, i pregiudizi. Sentivo che mi stavo divertendo, non avevo un monologo da seguire mi affidavo soltanto a ciò che mi suggeriva il mio estro creativo improvvisando, coinvolgendo il pubblico. La gente era come impazzita e iniziava ad applaudirmi su ogni mio cambio, su ogni mia trasformazione vocale. Questo era quello che desideravo davvero, vedere l’entusiasmo degli spettatori. Ricordo ancora quella prima presentazione: “Signori e signore è con noi l’imitatore di voci femminili Mimmo Foresta!”

Il  ricordo più importante che hai vissuto finora nel mondo dello spettacolo.

Ho attraversato una fase in cui non mi andava più di cantare, né di fare casting e concorsi e proprio in quel frangente ero in finale per il premio “Alighiero Noschese”, ma avevo la febbre alta e non potevo certo partecipare in quelle condizioni. Tuttavia il mio compagno Biagio mi spronò, mi fece un’iniezione di cortisone che mi permise di presentarmi, seppur con la febbre. In quel momento, come in tanti altri, mia nonna era con me, avvertivo la sua presenza, mi sentivo protetto, come avvolto da una luce e in un istante mi trovai in quel teatro, catapultato su quel palco, e tra cambi di costumi e trasformazioni vocali, riuscii a sbalordire il pubblico e la giuria, portandomi a casa un premio importante: il premio “Alighiero Noschese”.

Mimmo-Foresta-premio-Alighiero-Noschese
Mimmo Foresta premio Alighiero Noschese

Mamma era felicissima, fiera di suo figlio; proprio lei mi invogliò a scrivere alla trasmissione Pomeriggio 5 questa lettera di presentazione: “Cara Barbara ti scrivo per dirti che sono un imitatore trasformista di voci femminili, ho letto che cercate talenti particolari, mi farebbe piacere partecipare alla tua trasmissione”. Dopo qualche settimana, mentre stavo modellando un angelo, altra mia grande passione, mi arrivò una chiamata da uno strano numero. Era la redazione di Pomeriggio 5 che mi aveva scelto per la trasmissione dei talenti in vetrina. Io felicissimo, per prima cosa dissi: “Grazie nonna”. L’emozione era talmente grande che non riuscivo a crederci. Preparai tutto quello che mi serviva: parrucche, accessori e vestiti, presi l’aereo per Milano, e con immensa gioia entrai nello studio dove c’erano Barbara con gli autori e tutto lo staff di Pomeriggio 5.

Come stai vivendo questa pandemia?        

In questo periodo stiamo vivendo tutti una tragedia, dal mio punto di vista questa situazione è gestita molto male. Ricordo come, all’inizio dell’anno, gli articoli su quest’epidemia occupavano tutte le prime pagine dei giornali. Inizialmente me ne preoccupavo poco, pensavo fosse una malattia lontana da noi, che ci fosse troppo allarmismo, ma con la globalizzazione ed il turismo, ben presto è arrivata anche in Italia. Anche da molti esperti veniva classificata come una semplice influenza, e c’è chi lo sostiene ancora, mentre altri hanno subito percepito la gravità della situazione. Non sapevo bene cosa pensare e non volendo darmi alla disperazione, avevo scelto di credere a coloro che parlavano di una nuova specie di influenza, che faceva, a quanto pareva, meno morti dell’influenza “normale” che abbiamo avuto tutti almeno una volta, fino a quando non me la sono beccata anche io e ho letteralmente visto la morte con gli occhi. Oggi purtroppo sappiamo che non è per tutti una semplice influenza e i numeri parlano chiaro:  contagiati in tutta la penisola, numerosi decessi e nuovi contagi ogni giorno. Credo di dire un’ovvietà, quando affermo che l’Italia, come anche il resto del mondo, si trova in un grave stato di emergenza. Non sono state prese le giuste precauzioni, non si sta gestendo bene l’accaduto, e mentre i politici cercano qualcuno contro cui puntare il dito, le borse scendono con una rapidità disarmante, le persone muoiono come le mosche, e noi artisti, come tante altre categorie, stiamo realmente facendo la fame!

 

Ultimamente è andata in onda una puntata de “I soliti ignoti”, programma televisivo condotto da Amadeus, ti sei fatto  apprezzare non solo come imitatore ma anche  nelle vesti di artigiano del presepe. Ci spieghi come nasce quest’altra tua bella dote?

Da piccolo sognare è sempre stata una guida per me. Sono un sognatore che viaggia con la mente, mi definisco, come disse Fiorello, un artista a tutto tondo che riesce ad esprimere le proprie emozioni non soltanto attraverso le imitazioni ma anche attraverso la pittura e la scultura. Trasformare il proprio corpo e la propria voce in un personaggio non è facile, ma se le cose

Mimmo Foresta
Mimmo Foresta

si fanno con vero amore si riesce a trasformare qualsiasi cosa intorno a se; anche un semplice pezzo di argilla può diventare un’opera d’arte. Nei momenti più bui della mia vita, quando credevo che tutto fosse impossibile, ho cercato in ogni modo di aggrapparmi a qualcosa per non annegare. Sono rimasto a galla grazie alla mia forza interiore, grazie alla sofferenza che ho dovuto sopportare durante la mia infanzia. Oggi mi reputo fortunato perché, oltre che con le mie imitazioni, riesco anche ad emozionare con la scultura e la pittura, soprattutto in questo periodo difficile.

Quali sono i tuoi progetti futuri ?

Oggi come oggi è difficile rispondere a questa domanda soprattutto per noi liberi professionisti o appartenenti al mondo artistico. Ma  ciò nonostante i  miei progetti per il futuro sono quelli di fare televisione e portare in teatro il mio “One Man Show” con tutti i miei personaggi femminili e maschili ma soprattutto con l’obiettivo di riportare un po di allegria alla gente,  con le mie imitazioni, canzoni e le mie recitazioni. Trasmettere  passione e amore, con tutta la mia semplicità e  dare al pubblico tutto quello che ho coltivato da bambino l’amore per la musica.

Aldo Severino