Scafati. Assolto l’avvocato Francesco Romano

Scafati. Non luogo a procedere per l’avvocato Francesco Romano, secondo il Gip l’abuso di ufficio a lui contestato non sussiste

Francesco Romano
Francesco Romano

Scafati. Assolto l’avvocato Francesco Romano.

Non luogo a procedere per l’avvocato Francesco Romano, secondo il Gip Giovanni Pipola, l’abuso di ufficio a lui contestato non sussiste. Il professionista era stato rinviato a giudizio in relazione a quattro transazioni da lui condotte quando rivestiva i panni di responsabile del settore Avvocatura di Palazzo Mayer.

La vicenda.

“Quando si insediò la commissione di accesso, l’allora responsabile di settore relazionò ai commissari in merito ad alcune transazioni, su oltre duecento da me regolarmente chiuse con successo – ricorda oggi il legale – transazioni che furono inviate direttamente alla Procura della Repubblica”. L’udienza si è tenuta il 7 aprile scorso davanti al Gip Giovanni Pipola, pubblico ministero Davide Palmieri. Romano è stato responsabile dell’ufficio Avvocatura nel biennio 2014-2015, su nomina dell’allora sindaco Pasquale Aliberti. Rilevò un ufficio già zeppo di contenziosi, avviando una stagione di transazioni bonarie tra le parti, evitando di ricorrere davanti alla Magistratura e, almeno sulla carta, portando benefici economici alle casse dell’Ente da lui difeso. “Altro non facevo che seguire l’indirizzo politico dell’amministrazione comunale disposta a risparmiare sui contenziosi evitando migliaia di euro in parcelle, spese e rimborsi legali”. Tra queste transazioni, quattro finirono al vaglio della Procura, relative a 8 richieste di risarcimento chiuse con accordo tra le parti. Un totale di 15.169 euro su circa 1,6 milioni di euro.

L’indagine.

L’indagine nacque a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del 27 gennaio 2017, quando ogni ufficio e ogni atto finì al vaglio della commissione d’accesso. L’enorme mole di citazioni prodotte contro il comune di Scafati rappresentava una importante voce da diversi milioni di euro, iscritta nel piano di riequilibrio decennale approvato dalla Corte dei Conti. “Sono sempre stato sicuro della mia condotta professionale – spiega oggi il legale – ho svolto il mio incarico portando risparmi importanti ed evitando debiti fuori bilancio per l’Ente. Mi spiace molto che chi all’epoca mi diede fiducia, mi abbia poi mortificato. Alla fine, ma non avevo dubbi, tutto è stato chiarito. Ringrazio di cuore l’avvocato Cosima Perrone per l’assistenza”.

Adriano Falanga

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