Pompei. Azienda Agricola Bosco de’Medici accoglienza e relax dalle radici antiche

Sostenibilità e ciclo biodinamico in autonomia energetica (con fonti rinnovabili) coltivando la terra, coi metodi e le tecnologie ereditate dalla nostra cultura tradizionale consentono di produrre cibi che non sono solo deliziosi e salutari, ma anche di altissima qualità. Sono metodi e tecniche alla base della filosofia della dispensa di Bosco de’ Medici che cucina i prodotti a partire dalla “triade mediterranea” costituita dai cereali (pane e pasta), dall’olio d’oliva e dal vino, e la conservazione dei prodotti vegetali (legumi, verdure e frutta) e quelli animali, terminando coi condimenti (sali, zuccheri, acidi, spezie) che servono per fare le conserve di pomodoro, i barattoli di marmellata, i latticini, gli insaccati e gli altri prodotti della piccola macelleria, preparati coi metodi descritti da Plinio e le ricette di Columella. Cibo che serve a coccolare la clientela internazionale nel più completo relax dello stile di vita dell’Antica Pompei che ha ricordato recentemente il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nell’inaugurazione della mostra “Gladiatori” al Mann di Napoli, facendo riferimento all’esempio virtuoso di Bosco de’ Medici nella ristorazione che esalta il piacere gustativo tutelando salute e la qualità della vita durante le vacanze e le più belle ricorrenze della vita, quando proviamo il desiderio tuffarci nel mare delle esperienze “e il naufragar m’è dolce in questo mare”. Eventi e momenti speciali della vita (la festa di laurea, il matrimonio, il battesimo di un figlio, un successo professionale ecc.) assegnano il compito di renderli indimenticabili agli operatori professionali di Bosco de’ Medici. Un Casale del 700’ diventerà il centro d’accoglienza di prim’ordine nel Complesso dell’azienda agricola della famiglia Palomba nel tratto del paesaggio vesuviano (contrada Fossa di valle) che durante lo stop all’attività turistica e ristoratrice si sta arricchendo di verde e spazi aperti arredati allo scopo di fungere da “riposato porto” tra collinette, intermezzi archeologici, piscina con panorama del cono del Vesuvio nell’orizzonte di ricordi che ne fanno “ il luogo dell’anima”. Un angolo “speciale” di Bosco de’ Medici: “La fattoria” viene riservato all’intimità familiare (galline ruspanti, pavone, oche, la stalla con l’asinello, la mucca e una coppia di maialini tibetani, l’orto che si riflette in uno specchio d’acqua in cui galleggiano ochette rumorose). A Bosco de’ Medici intendono interpretare il progetto di un’operatrice turistica che deve venire con bambini americani a Pompei dove, nella full immersion dell’Azienda agricola pompeiana, intende mostrare come si prepara la ricotta a partire dalla mungitura di una capretta. La civiltà moderna sente il valore di riappropriarsi di un’esperienza agricola che vada oltre l’agriturismo. E’ quanto sta progettando Bosco de’ Medici nell’offerta di cibi salutari e sano divertimento ai futuri ospiti che arriveranno a Pompei: orto biologico, vigneto didattico, necropoli romana e cantina della winery oltre al resort con piscina panoramica, scuola di equitazione e pezzi di archeologia idraulica con la portella 17 sul suo percorso. La famiglia Palomba al comando del famoso complesso agricolo-ricettivo vanta competenze ed esperienze di primordine. Il giovanissimo imprenditore Giuseppe Palomba ci ha accompagnato tra vigne e viali a visitare l’orto a conduzione biologica alla base della ristorazione a Km/0 dello chef Gioacchino Nocera che allieterà la degustazione del vino con etichetta Bosco de’ Medici nella vigna allestite con strutture leggere e la contemplazione del panorama vesuviano. Nel casale settecentesco all’ingresso del Parco è prevista una cantina interrata per un totale di 800 mq che conterrà la produzione della Winery Bosco de’ Medici, potenziata fino a 300.000 bottiglie di vino l’anno, attualmente selezionato nella linee: Autoctoni (Ruber, Albus, Amor Iovis, Cor Semelae, Nectar Rosae); Spumanti (Vesuvuis Charmat, Vesuvius Rosè Charmat, Vesuvius Metodo Classico); Vesuvio (Lavaflava, Lavarubra); Pompeii (Pompeii bianco, Pompeii rosso); (archeologica Dressel 19,2, Agathos, Apianum)