Angri. Francesco aspetta ancora una casa e gli amministratori lo snobbano

Angri. Francesco aspetta ancora una casa e gli amministratori lo snobbano. Le vergogne angresi

Francesco Manzo
Francesco Manzo

Angri. Francesco aspetta ancora una casa e gli amministratori lo snobbano. Le vergogne angresi.

E Francesco aspetta ancora una casa. L’amministrazione comunale Ferraioli, per voce del suo assessore delegato ha, soprattutto a mezzo stampa, diverse volte negli ultimi mesi reiterato il proclama sull’imminente assegnazione dei 26 alloggi IACP che però restano ancora miseramente vuoti. Gli alloggi restano inabitabili perché mancano i fondi per la manutenzione e la riparazione conseguenza di atti vandalici e tentate occupazioni degli anni precedenti. Alloggi assegnati, alle famiglie indigenti e al limite della sussistenza abitativa, a mezzo graduatoria. Tra gli assegnatari c’è anche Francesco Manzo, da anni costretto a vivere, con la moglie Rosa e suoi due piccini, in una baracca di fortuna ricavata, grazie al suo ingegno riciclone, nello spazio antistante la casa di sua mamma in Piazzale Lazio.

Francesco è un cittadino invisibile.

Francesco fa parte di quelle persone invisibili che non hanno nessuna considerazione dai politici locali, anzi ne fanno anche ingenuamente discriminazione. Una classe di “amministratori” che non perde occasione per essere banale e imbarazzante. A pochi passi, manco 50 metri, dalla sua baracca domenica scorsa una parte della classe amministratrice della città, in passerella, si è prodotta in selfie e sparato pose. Francesco in silenzio ha sperato, fino al termine dell’evento mediatico, che qualcuno dei politici convenuti all’”evento solidale” lo scorgesse per chiedergli qualunque cosa circa la sua situazione, il suo storico disagio, magari della salute dei suoi piccoli bambini che stanno crescendo tra il PVC del tendone e la co – ambientazione della roulotte sognando di avere una vera cameretta in una casa di mattoni. Nessuno ha visto, Francesco è l’uomo invisibile che in silenzio, e con dignità, aspetta che qualcuno gli dia conforto e riconosca il suo inalienabile diritto ad avere una casa più volte promessa e pubblicizzata senza “scuorno” a mezzo stampa.

Speranze settembrine.

“Mi hanno detto che se ne riparla a settembre” dice con amarezza e rassegnazione Francesco. Si potrebbe prospettare, sperando che non sia così, un’altra estate di sofferenza e solo poi, per i suoi piccini, come nelle favole, potrebbe scriversi il lieto rappresentato dalla materializzazione della cameretta. Oggi i piccoli dovranno ancora rimandare il grande sogno e vivere questi sgoccioli di una curiosa infanzia campale tra rettili e roditori urbani, mosche, zanzare e gocce d’acqua che scorrono dal finto soffitto in PVC.

Solo apparenze.

Per gli amministratori “apparenti” l’importate è fare credere che l’alloggio sia prossimo alla consegna, come riporta con “strillo” parte della stampa. Strategie comunicative improvvisate e pelose con “apparenti” finalità a compenso di un evidente latente e incomprensibile complesso d’inferiorità. Questa amministrazione è un ossimoro. E Francesco aspetta ancora una casa vera…
Luciano Verdoliva

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