Pompei. Cavalcavia di Masseria Curato tra ritardi e proteste

Pompei. Una lettera indirizzata dal consigliere comunale Salvatore Caccuri ha riacceso i riflettori mediatici sulla mancata apertura del cavalcavia di Masseria Curato

Pompei. Cavalcavia di Masseria Curato tra ritardi e proteste.

(Pompei- Mario Cardone) Una lettera indirizzata dal consigliere comunale Salvatore Caccuri al primo cittadino di Pompei Carmine Lo Sapio ha riacceso i riflettori mediatici sulla mancata apertura del cavalcavia di Masseria Curato, una delle tante opere incompiute di Pompei (il primato di tempo spetta al campo sportivo) di cui le amministrazioni che si susseguono sul territorio si dimostrano brave solo a stilare la lista dei problemi senza essere all’altezza di trovare le soluzioni adeguate. Tornando al cavalcavia di via Masseria Curato si ricorda che è un’opera progettata per l’eliminazione del passaggio a livello RFI (così i pompeiani si faranno i loro conti sui tempi che ci vorranno per eliminare i 4 della Circumvesuviana) Caccuri è tornato sull’argomento dopo che con la sua formazione politica aveva presentato un’interrogazione a riguardo. Pare che il problema sia la costruzione di una cabina elettrica che dovrebbe fornire l’ energia a tutta la zona, assicurando anche l’illuminazione del cavalcavia e il pompaggio delle acque meteoriche convogliate verso le fognature. Ora il giovane consigliere Caccuri si è fatto portavoce delle lamentele dei residenti quartiere, formatosi con il collegamento viario dal cavalcavia alla via Stabiana. Sta di fatto che esso è stato costruito per far defluire parte del traffico automobilistico fuori via Plinio, sempre intasata in questi tempi a causa del grosso afflusso turistico, che tutti si augurano ritorni presto, senza che l’amministrazione comunale abbia risolto il problema annoso del decongestionamento della circolazione a ridosso dei tre ingressi al Parco Archeologico di Pompei. Ora di questi tempi gli operatori turistici e tutta l’economia pompeiana che gira intorno agli Scavi di Pompei chiedono aiuti concreti nel ripartire. Vale a dire soluzioni concrete a problemi del genere non chiacchiere sterili e improduttive. Giusto per concludere: la monnezza a Pompei non ce la facciamo mai mancare: “non si spiega lo stato di degrado in cui versa la zona diventata oramai una discarica di vecchi elettrodomestici, copertoni e altri rifiuti”. Conclude nella sua lettera al sindaco Lo Sapio il consigliere comunale Salvatore Caccuri.