Pompei.Crunch la pizza dal sapore che fa rumore

Fare della pizza napoletana (Patrimonio dell’Umanità) il portale de migliori sapori della filiera dei campani nel format “Crunch Pizzeria Pompei” è l’idea di base della pizzeria avviata quest’anno da Giovanni Barone e Domenico Malafronte nonostante la crisi sanitaria e a dimostrazione del teorema che la creatività sposa bene i piatto della dieta mediterranea. “Crunch” è un termine che trasmette col suono il rumore dell’impasto croccante di farine zero e doppio zero, cotto nel forno elettrico a bassa temperatura. La proposta, come tutte le cose nove, ha suscitato curiosità in giro ma alla fine è certo che il riscontro (dai numeri giudizi dei social) è risultato positivo facendo partire la macchina del consenso che rappresenta la migliore pubblicità per un piatto “cult” nel format “Crunch” che si basa su tecniche di panificazione innovative e la guarnizione assortita di prodotti di nicchia. Il risultato che arriva sul tavolo del cliente (o nel pakaging in cartone riciclabile color verde acquamarina) un piatto popolare, sano e nutriente. Per farla breve l’iniziativa “Crunch” ha spaccato nell’ambiente pompeiano proponendo l’esperienza di un impasto di pizza croccante, saporita e digeribile per tutte le tasche ma che regala un assortimento di sapori naturali o elaborati selezionati nella filiera agroalimentare che un tempo è stata riserva dei templi della ristorazione mentre a Pompei sono diventati il “carburante” del successo del Crunch, un piatto dalla radice antica quasi come la Bibbia. Intuizione geniale per un format che vuole veicolare verso i palati più esigenti un piatto innovativo che coniuga tecnica antica della panificazione, cultura mediterranea e passione giovanile. Per quanto riguarda il segreto del suo successo è necessario indagare sul trascorso di Gianni Barone, inventore del format che a 33 anni ha già superato l’esperienza di un veterano nella scienza alimentare: figlio d’arte ha “rubato” giovanissimo i segreti della cucina tradizionale napoletana. Successivamente si è impegnato all’estero nell’organizzazione di grandi eventi di musica elettronica e conoscenze formative nella cucina internazionale (come quella molecolare di Ferrari Adrià del ristorante “El Bullì”). Gianni si è presto dotato del Koow how di maestro panificatore in grado di fondere l’arte bianca alla cucina gourmet negli abbinamenti di sapori e accostamenti di esperienze gustative dotate di una magnifica “base” croccante a lievitazione naturale. Un piatto semplice si trasforma in un una portata gustosa da abbinare alla birra Ribolla, le bollicine di uno Franciacorta, un Pompeii bianco o un Aperol Spritz. Esperienze da raccontare. Gianni le mette a disposizione degli allievi, suoi coetanei, nelle masterclass e nelle consulenze di cucina. La Crunch Pizzeria Pompei approdata il 23 gennaio 2021 col delivery, arriverà presto nei plateau dei 40 coperti che arredano il romantico giardino del Boutique Hotel della villa signorile sita al numero 7 in via Colle S. Bartolomeo di Pompei dove al piano terra opera Gianni Barone in dark Kitchen impastando pizze che fermentano per 16 ore, poi lievitano per altre 4, e maturano per altre 16 a temperatura controllata. Step successivo è dato dalla farcitura, quindi la pizza vola nel forno elettrico su pala romana dove si sofferma a cuocere e insaporirsi per 12 minuti, formando la famosa croccantezza che fa Crunch. Vengono fuori pizze croccanti, leggere, saporite e soprattutto digeribili. Merito della qualità delle farine, i tempi e modi di lievitazione e la cottura a bassa temperatura. Le farciture sono il risultato di abbinamenti indovinati di prodotti locali: provolone del Monaco, pomodoro San Marzano, fior di latte di Vico Equense e la provola di Agerola oltre alle olive nere caiazzane, i capperi canditi di Salina e le alici di Menaica. Ai fritti opera Sonia Manzo che per ogni singolo “pezzo” crea una portata speciale.