Scafati. Beni confiscati, caccia ai fondi per la riqualificazione

Scafati. Beni confiscati, è corsa contro il tempo per non perdere i fondi disponibili per la riqualificazione dell’immobile che fu del clan

Scafati Bene confiscato
Scafati Bene confiscato
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Scafati. Beni confiscati, caccia ai fondi per la riqualificazione.

Beni confiscati, è corsa contro il tempo per non perdere i fondi disponibili per la riqualificazione dell’immobile che fu del clan Sorrentino. La struttura, ancora allo stato grezzo, si trova in via Aquino in vicinale Stoppa. Fu confiscata e trasferita al Comune di Scafati nel 2009, quando a Palazzo Mayer amministrava la prima giunta Aliberti. Soltanto con l’insediamento della Commissione Straordinaria, si è riusciti a decidere il futuro dell’immobile e a intercettare fondi. Sono circa 1,5 milioni gli euro già disponibili per riconvertire la struttura nel progetto di cui è Rup (oltre che progettista) l’architetto Erika Izzo, dirigente comunale.

Una casa famiglia.

Nell’immobile nascerà una casa famiglia per donne vittime di violenza e ragazze madri. Quattro appartamenti gestiti da una associazione ancora da individuare. Al momento è fondamentale ristrutturare il palazzone e terminare il tutto in due anni, pena la perdita del finanziamento. La progettazione strutturale e impiantistica è stata di recente affidata a società esterna, l’amministrazione prevede di completare l’iter entro agosto per la gara d’appalto, da qui realizzare l’opera nel giro di un anno.

L’appello di Perino.

Non è restato inascoltato l’appello di Carmine Perino, amministratore del fondo Nappo, l’area agricola confiscata al clan Galasso e assegnata all’Ats Terra Viva, capofila l’Alpaa Cgil. Quasi 12mila mq di terreno agricolo, in gran parte diviso in 100 orti urbani autogestiti. Discariche abusive non rimosse, e casolari non ancora sanati stanno vietando i gestori alla partecipazione a decine di bandi regionali e nazionali destinati ai beni confiscati. Centinaia di migliaia di euro persi, e progetti di utilità sociale mai decollati. Sulla rimozione dei rifiuti è in atto uno sterile braccio di ferro con l’ufficio Ambiente, deciso a non autorizzare l’Acse alla rimozione dei rifiuti, nonostante il Comune sia a tutti gli effetti proprietario dell’area.

Il futuro di Fondo Nappo.

“Essendo le discariche all’interno dell’area assegnata, è competenza degli assegnatari” ha fatto sapere Daniela Ugliano, assessore all’Ambiente. Di contro, la mancata sanatoria dei casolari arriverà in commissione Urbanistica, per volontà della presidente Antonella Vaccaro. “I beni confiscati sono un esempio di legalità ai quali le istituzioni devono dare il massimo sostegno e supporto. Al più presto mi recherò sul luogo per avere conoscenza e cognizione di cosa si parla e delle possibili soluzioni” le parole della Vaccaro.

Sul tema è pronta anche una interrogazione di Michele Grimaldi. “Vogliamo capire se il Sindaco consideri ed abbia detto agli uffici di considerare una priorità questa vicenda. Ma soprattutto vogliamo discutere con il Sindaco di quali siano le sue idee e le sue prospettive nel merito del Fondo: di come cioè, sostenerlo, valorizzarlo, renderlo parte integrante della nostra comunità, con tutti gli strumenti possibili – spiega – il punto non è il rimpallo di competenze, e l’approccio burocratico del Sindaco e dell’amministrazione. Il punto è la volontà politica di sostenere con tutte le forze possibili, non solo economiche, questa realtà e questo impegno”.

Adriano Falanga

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