Scafati. ACSE nel CDA poltrone a costo zero: Salvati preoccupato

Scafati. Il sindaco Salvati spinge per la costituzione del CDA, ma a frenarlo è la ragioniera capo Anna Farro. Mugugni e preoccupazioni in maggioranza.

Scafati Comune ACSE
Scafati Comune ACSE

Scafati. ACSE nel CDA poltrone a costo zero. Salvati preoccupato

Revolution Slider ERRORE: Slider with alias slider-straordinaria not found.
Maybe you mean: 'sidebarhome' or 'bannerhome01' or 'homeunder' or 'banner-home-fondo' or 'Fondazione-Doria' or 'fonda'

Si complica l’iter per la costituzione del Consiglio di Amministrazione dell’Acse. In questi giorni il sindaco Cristoforo Salvati sta velocizzando i tempi, sia per la necessità di esternalizzare servizi comunali, sia per tenere buoni gli alleati. Sono oramai all’ordine del giorno le riunioni con i capisettore, per individuare, in coordinamento con la responsabile finanziaria Anna Farro, i servizi che possono essere affidati, con l’istituto dell’House Providing, alla partecipata Acse.

Settori in disarmo.

La Farro spinge per portare fuori quanti più settori possibile, consapevole che le 46 assunzioni previste nei tre anni basteranno a malapena per il turn over con coloro che andranno in pensione. Il sindaco ha dato l’ok per il cimitero, il servizio affissioni e il verde pubblico, mentre resta indeciso sui tributi. E tra la sua maggioranza c’è chi addirittura vorrebbe affidare all’Acse anche le Farmacie (una riunione su questo tema è prevista martedi prossimo) e la manutenzione.

Sarebbe questo uno dei motivi per il quale Salvati spinge per la costituzione del CDA, ma a frenarlo è la stessa Anna Farro. Non è un iter semplice, per un Ente sottoposto a piano di riequilibrio, e monitorato dalla Corte dei Conti. L’organismo di controllo, peraltro già virtualmente assegnato, sarebbe possibile ma a costo zero. Vale a dire che ai tre componenti non andrebbe un euro di retribuzione, da verificare la fattibilità di un gettone di presenza a titolo di rimborso spese. L’attuale amministratore unico Giovanni Marra andrebbe a ricoprire il ruolo di direttore generale, essendo in organico come ex art.110, è a tutti gli effetti un dirigente comunale. Due le strade, tagliare il suo stipendio e compensare le retribuzioni del CDA, oppure dire addio alle tre poltrone. Spetterà alla Farro trovare la giusta alternativa.

La questione Cascone.

Sulle spalle del Sindaco pesa ancora la questione Nicola Cascone. La sua astensione al voto di bilancio, e le sue parole al vetriolo all’indirizzo dei colleghi di maggioranza, hanno spinto la coalizione a chiedere le sue dimissioni da Presidente della Commissione Bilancio. Quale segno di protesta i suoi colleghi stanno sistematicamente disertando la commissione. “Chiediamo al Presidente del Consiglio facente funzioni di adottare i dovuti provvedimenti” hanno verbalizzato i commissari di minoranza nell’ultima seduta. Cascone però non intende lasciare: “sfiduciatemi” ha chiesto.

Il malpancisimo dei “Fratelli”.

Netta la posizione soprattutto di Fratelli D’Italia. Ma il gruppo consiliare del primo partito più votato, espressione sia del Sindaco che del Presidente facente funzioni Mario Santocchio, è agitato anche per l’ultima ridistribuzione delle deleghe di giunta. Non solo hanno perso un assessore (Alfonso Di Massa) ma anche deleghe importanti che secondo Santocchio, Luca Maranca, Camillo Auricchio, Giovanna Cavallaro ed Emilio Cirillo, dovevano restare a carico dei due assessori riconfermati Alessandro Arpaia e Nunzia Di Lallo. In discussione anche la delega di vicesindaco di Serena Porpora. Per fine estate potrebbe andare ad uno degli assessori degli ex dissidenti: Pasquale Vitiello o Daniela Ugliano.

Adriano Falanga

Leggi anche L’angrese Mattia Tortora solista ballerino ne “La Traviata” al Regio di Torino