Angri. Ingorghi a gogò sul cavalcaferrovia di via Palmentelle

Evidenti difetti di progettazione fanno sì che un'opera dalla notevole importanza strategica non risulti ingegneristicamente valida

ANGRI. Inaugurato due anni orsono, il cavalcavia ferroviario di via Palmentelle, servito ad eliminare ben due passaggi a livello tra i comuni di Angri e Scafati, rappresenta da allora un’autentica croce e delizia. Imboccando tale cavalcaferrovia da via Salice, subito dopo il passaggio sulla linea ferroviaria, ci si imbatte in un tratto in discesa con una curva verso destra dal raggio di curvatura eccessivamente stretto in rapporto alla larghezza della stessa carreggiata. Tali caratteristiche fanno si che, spesso, gli autoarticolati ed i pullman del trasporto pubblico urbano ne blocchino il traffico in quanto è impossibile il loro passaggio simultaneo nelle due direzioni di marcia. Gli stessi autoarticolati sono costretti ad ardìte manovre per rendere nuovamente fruibile lo stesso cavalcaferrovia. Evidentemente, tale asse viario, dall’importanza strategica notevole, presenta dei vistosi errori progettuali per i quali pare che nessuno sia stato chiamato a rispondere. Ma questo è irrilevante: o meglio, è prassi italica. Nonostante i macroscopici difetti, il cavalcavia è stato a suo tempo collaudato e messo in esercizio, mettendo letteralmente la testa sotto la sabbia. Senza minimamente prendersi cura del fatto che, in quella zona di confine tra Angri e Scafati, diverse fossero le ditte di autotrasporto che, quotidianamente, facciano uscire i propri lunghi e pesanti autoarticolati, dai propri ampi parcheggi, per caricare o scaricare merci nelle più disparate località peninsulari ed insulari nazionali ed internazionali.

“Il territorio di Angri, per la sua centralità, funge da intersezione tra le diverse sedi viarie che negli anni sono state progettate e realizzate e che adesso arrivano a compimento….. Opere di intersezione che favoriranno una maggiore fluidità del traffico soprattutto con riferimento al traffico pesante. In merito alle perplessità avanzate da alcuni residenti di via Salice,  capisco perfettamente che la realizzazione di una nuova strada comporta una modifica dell’equilibrio quotidiano. E’ una innovazione assolutamente invasiva, ma le opere pubbliche di questo genere hanno questa conseguenza e quindi è difficile immaginare di cambiare le proprie abitudini. La protesta è legittima così come è legittima la realizzazione, l’apertura e la conseguente utilizzazione di queste opere che consentiranno di migliorare la vivibilità sul territorio”. Queste le parole del sindaco di Angri, ingegner Cosimo Ferraioli, il giorno dell’inaugurazione del nuovo asse viario di via Palmentelle e del cavalcaferrovia in questione. Peccato che, troppo spesso, su detto cavalcaferrovia, il traffico sia tutt’altro che fluido. Peccato che una bellissima idea ingegneristica non sia stata pensata per essere ingegneristicamente valida.