Pompei. Occupazione di suolo pubblico regole e interessi

Pompei. Occupazione di suolo pubblico regole e interessi

(Pompei – Mario Cardone) Amministrare significa regolamentare sulla base di interessi prioritari ed esigenze tutelate dalla legge che differiscono caso per caso e devono essere rispettate nei limiti del bene comune. Riguardo all’occupazione di suolo pubblico non basta bandirne normative burocratiche per le concessioni delle autorizzazioni, come è avvenuto recentemente a Pompei insieme all’indicazione del modulo da compilare e presentare agli sportelli del comune ma serve innanzitutto una sintesi politica che indirizzi la creazione di una normativa dei suoli comunali di Pompei che tenga in primis conto del periodo eccezionale che si attraversa in tutto il mondo e di conseguenza contemperi gli interessi di chi chiede di occupare lo spazio pubblico per la sua attività e le persone (residenti e visitatori) che devono adeguarsi a questa situazione o perché devono transitare per quell’area. C’è inoltre una terza categoria, formata dalle famiglie residenti che coltivano aspettative più o meno legittime sulla qualità ambientale, suscettibile al miglioramento (per esempio con fiori e piante ornamentali) o al peggioramento (per esempio con rumori e odori fastidiosi e fuori orario). Non basta. Sono tante e svariate le esigenze e le aspettative che entrano in campo nel caso delle occupazioni di suolo che appare urgente aprire un dibattito civile sull’argomento con i cittadini-utenti e le associazioni di categoria, anche per evitare che estemporanee facilitazioni commerciali si trasformino in stabili privilegi. E’ il caso delle assi di ferro con catene che vengono messi a difesa degli spazi di carico e scarico di alcuni alberghi, diventati inamovibili e tollerati dalle amministrazione (e di conseguenza dalla Polizia Municipale) come se fossero una sorta di arredi stradali creativi. Ragionare sulla concessioni di aree pubbliche a private diventa urgente specialmente in questo periodo di pandemia dal momento che ad esse sono collegate aiuti economici per cui di dovrebbero essere studiati forme alternative per chi non ne usufruisce con le occupazioni di suolo. Inoltre ci sono altre situazioni da valutare come (per esempio) la densità massima di presenze ricettive delle varie strade e l’eventuale relazione (da fissare o meno) tra lo spazio coperto di bar e ristoranti e quello esterno che si intende occupare. E’ chiaro che esiste già una vasta normativa a riguardo (a partire dal codice della strada) senza parlare del rispetto dei confini privati e delle prerogative di due istituzioni pubbliche (Scavi e Santuario) legate al territorio. Resta lo stesso urgente e necessario stabilire forme e limiti dei dehors che assicurano vantaggio economico per alcuni esercizi commerciali nel rispetto degli interessi e i diritti del vicino e del concorrente. Alla fine c’è sempre a chi compete scrivere le regole ma è sempre importante che esse tengano conto di tutte le aspettative senza ledere gli interessi e i diritti privati tutelati dalla legge.

Agro24Spot