Castellammare di Stabia. Frammenti di Stabia e Civita Giuliana sono stati restituiti

La necessità d’investire in cultura per alimentare il cambiamento sui territori in cui la criminalità condiziona lo sviluppo è stato il tema prevalente degli interventi dei partecipanti istituzionali che hanno ispirato le conclusioni del direttore generale dei Musei del Ministero della Cultura Massimo Osanna alla cerimonia di restituzione di frammenti di affreschi trafugati dalle ville di Stabia e dalla villa Imperiale di Civita Giuliana nel Parco Archeologico di Pompei. Gli affreschi provenienti da pareti decorate di villa Arianna e Villa San marco di Stabia erano stati trafugati a partire dagli anni settanta del secolo scorso ed esportati illecitamente. Altri frammenti restituiti provengono dalla villa suburbana di Civita Giuliana a Nord di Pompei fuori le mura degli Scavi dove nel 2017 è stato aperto un cantiere di Scavo che vede la collaborazione del Parco Archeologico di Pompei, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e l’Arma dei carabinieri allo scopo di fermare gli scavi clandestini. Un fiore bianco che si staglia delicato sul nero brillante di una parete della villa esplorata rappresenta’ la volta di un grande criptoportico con il graffito su un muro, “Mummia”, probabilmente il nome di una bimba nella villa suburbana di Civita Giuliana dove sono stati ritrovati nel marzo del 2018 una serie di ambienti di servizio e la stalla dove fu realizzato il calco di un cavallo e le zampe di un secondo animale. Successivamente è stato portato alla luce l’ambiente con la parte restante del secondo cavallo e un terzo destriero, con i resti di una ricca bardatura. La villa è probabilmente stata di proprietà di un esponente dei Mummii, come sembra raccontare il nome graffito sul muro dalla mano di bambina. Sfuggito alla razzia dei tombaroli perché sfiorato dai due cunicoli che avevano scavato ad oltre cinque metri di profondità, è riemerso integro un carro da parata a quattro ruote con pregiate decorazioni in bronzo e stagno, resti lignei mineralizzati, e l’impronta delle corde e di due spighe di grano lasciate sul sedile, indizio del culto di Cerere, o semplicemente segni dell’uso nuziale del carro. A riguardo Osanna ha dato pubblicamente incaricato il suo successore Zuchtriegel di farlo restaurare per di esporlo al più presto agli occhi del mondo. In conclusione riferiamo l’anticipazione da parte del Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso di prossimi risultati positivi che potrebbero essere conseguiti (fortr altre restituzioni di reperti) nel processo ancora in corso a Torre Annunziata a carico degli imputati dell’attività di depredazione dell’antica villa pompeiana

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