Pompei. Fervore di nuove iniziative nella ristorazione

Martedì 1° giugno 2020 è il giorno del big bang per la ripresa della ristorazione a Pompei. Arrivano notizie di brindisi collettivi, aperitivi ed eventi speciali (ovviamente sempre rispettando la sicurezza) per la ripresa della ristorazione pompeiana che spacca nell’immaginario collettivo. Non a caso gli affari immobiliari che riguardano la locazione di immobili siti in pieno centro storico (vale a dire a qualche centinaio di metri dal Santuario della Madonna del Rosario e ad una distanza simile da uno dei 3 ingressi al Parco Archeologico di Pompei sono numerosi) anche se dopo la pandemia il dehors è d’obbligo. E’ uno spazio molto richiesto e preminente nella valutazione. Vanno a ruba i negozi a piano terra siti nei palazzi storici ad ampia metratura del centro di Pompei perché sono dotati di giardino retrostante e marciapiedi ampio e disponibile davanti. Incrociamo le dita ma le notizie che arrivano in queste ore prima del big bang sulle nuove iniziative che riguardano la ristorazione e il lounge al coperto sono molto incoraggianti. Diremmo addirittura sorprendenti. Pompei, grazie anche ai dati positivi sul contagio dell’epidemia di Covid-19, si presenta come una piazza con formidabili prospettive per gli imprenditori di nuova generazione, desiderosi di acchiappare al volo l’affare. “E’ la piazza ideale per avviare una nuova attività”, Ci ha dichiarato un “navigato” ristoratore del vesuviano interno, allettato dai numeri prospettici di flussi turistici diretti vero gli scavi di Pompei. Gente che ha adottato il motto attribuito a Lorenzo de’ Medici durante la peste. “Chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza”. A conti fatti per i prossimi 3 mesi sono previsti un numero di nuove aperture di ristoranti, bistrot, pizzerie e bar a Pompei superiore al numero di chiusure di battenti nei mesi precedenti al 2020 a causa della pandemia. Inoltre sono numerosi gli imprenditori che hanno chiuso un’attività nel settore del food & beverage per aprirne una nuova e diversa, magari più grande o con un business più di moda come sushi, sushimi, carpaccio e tartare dal momento che il pesce crudo viene molto richiesto come dimostrano gli incassi dei ristoranti che lo hanno inserito nei loro menu. Bisognerà sempre avere sotto controllo l’altro lato della medaglia. Una concorrenza senza quartiere. I ristoratori storici locali chiedono tutela all’amministrazione comunale. Paletti contro l’espansione indiscriminata di localini da pochi metri quadri e troppi problemi di gestione. La richiesta è di un Piano Urbanistico Comunale garanzie con numeri minimi garantiti per gli spazi interni e professionalità certificate prima di nuove aperture. “Come è stato fatto già a Roma e a Sorrento si dovrebbe operare per il futuro a Pompei”. Spiega Vincenzo Fortunato, del direttivo (per la ristorazione) della Confcommercio Pompei.

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