Pompei. Sopralluogo tecnici Teatro Stabile Napoli nel Teatro Grande Parco Archeologico

Dovranno probabilmente essere montati nuovi camerini per gli artisti che si dovranno esibire al Teatro Grande di Pompei negli spettacoli previsti dalla rassegna Theatrum Mundi 2021. L’anno scorso furono smontati i container collocati nel quadriportico alle spalle del Teatro Grande che erano utilizzati provvisoriamente. La Direzione del Parco Archeologico nel 2020 ha spostato quelle strutture per usi tecnici nell’area fuori le mura di Porta Vesuvio. Attualmente una squadra di tecnici del Teatro Stabile di Napoli sta verificando presso il Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei la presenza degli allestimenti e le misure preparatorie necessarie per la rappresentazione degli spettacoli in calendario per il 2021 di Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna di teatro internazionale che si rinnova quest’anno a partire dal 24 Giugno al 25 Luglio al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei sotto la regia organizzativa del Teatro Stabile di Napoli -Teatro Nazionale in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, proponendo un programma di grande interesse con cinque prime teatrali dai titoli inediti, con adattamenti e riscritture davvero speciali. Un appuntamento da non perdere, per un viaggio affascinante nella storia del teatro antico, un’esperienza che sarà ancora più suggestiva grazie anche all’ eccezionale location degli Scavi di Pompei. La magistratura stabilì che i lavori complementari realizzati nel 2010 per la fornitura di attrezzature per lo spettacolo e per l’allestimento scenico del Teatro Grande di Pompei erano state «esorbitanti rispetto all’obiettivo e il budget originario. I lavori al Teatro Grande affidati senza gara eccedettero le disposizioni di misure esclusivamente dirette alla messa in sicurezza e salvaguardia dell’area archeologica. Al contrario si andò oltre con altri interventi per l’allestimento di strutture (come i camerini per gli artisti) o acquisti di attrezzature per spettacoli teatrali. La Procura della Corte dei Conti evidenziò l’enormità della gestione straordinaria insieme all’illegittimità del ricorso al potere di ordinanza di commissariamento che prevedevano procedure in deroga alle leggi ordinarie.