Pompei. Il Parco Archeologico in mostra al “Tota Italia” delle Scuderie del Quirinale

La statua bronzea di Apollo lampadoforo proveniente dalla Casa di Giulio Polibio è uno dei pezzi pregiati dell’Antica Pompei che Osanna e Verger hanno messo in vetrina nella mostra romana sulle radici tricolori. Le Scuderie del Quirinale riaprono a Roma con la mostra “Tota Italia. Alle origini di una nazione”, realizzata con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, e curata da Massimo Osanna e Stéphane Verger. La presenza del personaggio lucano ma oramai di casa a Pompei faceva presagire il ruolo di primo piano del Parco sia per quanto riguarda i pezzi esposti che per le liee concettuali alla base della composizione di una comunità compista alla base di precedenti mostre tenute a Pompei. La mostra “Tota Italia” che parte da Augusto, l’imperatore che unificò l’Italia in un territorio omogeneo sotto il segno di Roma, ma che mantenne la divisione in regioni alla base della ricchezza e la varietà delle tradizioni italiane, racconta visivamente l’unificazione tra culture attraverso reperti ed oggetti, partendo dall’Italia preromana. L’opera più importante per struttura e significato tra i prestiti del PAP per la mostra “Tota Italia” è rappresentata dalla statua bronzea di Apollo lampadoforo proveniente dalla Casa di Giulio Polibio, a Pompei. E’ un magnifico kouros arcaizzante. Si tratta di un’opera eclettica realizzata da un’officina di prim’ordine (I secolo a.C) probabilmente acquistata per essere esposta in edificio di culto domestico. L’opera presenta riparazioni e aggiunte che dimostrano una funzione successiva a quella di costruzione (I secolo d.C): una coroncina bronzea sul capo e racemi portalampade tra le braccia servivano ad illuminare un triclinio. In mostra alle Scuderie del Quiriunale di Roma sono state esposte anche alcune urne funerarie, provenienti da una delle necropoli di Pompei, una ubicata fuori Porta Nocera. Tra le numerose sepolture sono degni di nota alcuni cinerari, che forniscono informazioni su costumi e riti funerari della Pompei romana. Uno di essi era in vetro con maniglioni ad M e coperchio sigillato con stucco bianco era collocato in una fossa circolare, protetto da parte di un’anfora capovolta conteneva le ossa cremate e una monetina bronzea. Si distingue dagli altri cinerari della necropoli un’urna con coperchio trovata vicino ad un’anfora, entrambi in alabastro. Tra i reperti in mostra anche una ricostruzione moderna di una groma, strumento usato dagli agrimensori (agronomi). Sulla stele funeraria in marmo (in mostra) dell’agrimensor Nicostratus dalla necropoli di Porta Nocera è riprodotta frontalmente una groma di questo tipo.