Pompei. Seduta fiume del consiglio comunale del 9 maggio

Un intervento preliminare del sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, sul dibattito sulle 9 interrogazioni della maggioranza ha inteso piantare paletti su poteri e responsabilità in questo comparto, separando dirigenza amministrativa da esecutivo politico, che dovrebbe limitarsi agli indirizzi e che, pertanto, nelle interrogazioni che riguardano le verifiche di qualità e l’applicazione professionale delle regole di sicurezza dei lavori pubblici i politici farebbero esclusivamente da passacarte dal momento che le spiegazioni su procedure, esecuzioni e verifiche dei lavori pubblici in appalto a privati sarebbero di loro esclusiva competenza dal momento che sarebbero diretti ed unici responsabili sul piano esecutivo e quindi anche delle risposte alle interrogazioni consiliari. Sta di fatto, però, che i quesiti posti da Domenico Di Casola hanno messo in evidenza proprio l’ingerenza dei politici pompeiani (segnatamente quelli di maggioranza) nei lavori pubblici e pertanto il dibattito sulle citate questioni ha finito con l’assumere la forma di un contraddittorio senza sbocco perché se, per esempio, riguardo ai lavori di rifacimento del manto di asfalto di via Nolana la minoranza afferma che a pochi mesi dall’esecuzione di detti lavori già si lamenterebbero riscontri negativi di qualità da parte dell’utenza (vale a dire i residenti di quel quartiere) mentre, sul versante opposto, si afferma esattamente il contrario negli intervento in contraddittorio di alcuni consiglieri comunali della maggioranza (Malafronte, Veglia, Piedipalumbo), e dello stesso presidente del consiglio comunale Giuseppe La Marca, mentre è stata notata l’assenza dell’Assessora Raffaella Di Martino (a cui sono state indirizzate le interrogazioni) che nel dibattito avrebbe potuto portare un contributo chiarificatore interessante. Veemente l’intervento di Alberto Robetti sugli appalti a trattativa privata, assegnati, come lui fa riferito, sempre a ditte locali, con ribassi minimi e misure per la determinazione successiva dei costi non corrispondenti a quelli reali. Se su tutte le interrogazioni il dibattito è stato molto acceso è stata al contrario trovata una confluenza politica sul progetto Hub (ovvero nella sua avversione) perché a quanto apre sia la maggioranza che l’opposizione si sentono più vicini agli operatori turistici (che a causa degli espropri vedrebbero compromessa la loro attività) che all’Unità Grande Pompei che col progetto Rfi ha inteso, in ultima istanza ritagliare una passeggiata panoramica su via Plinio da cui si gode una meravigliosa vista sugli Scavi di Pompei, interrotta solo da una palazzina direzionale costruita di recente. In argomento Lo Sapio si è detto disponibile ad aprire il dibattito alla comunità pompeiana ed a costruire con la minoranza un progetto alternativo rispetto a quello proposto da Rfi.