Pompei. L’aperitivo che per magia si trasforma in un brindisi alla vita a Bosco de’ Medici

Mentre stavo a raccontare al mio computer il rito dell’aperitivo in piscina a Bosco de’ Medici (venerdì 28 giugno) è spuntata (come per magia una cicogna azzurra) sullo schermo con due nuvolette dai nomi di Gaetano e Raffaele sul mio cellulare, i nuovi nati alla splendida coppia: Giuseppe e Fiorella Palomba. I calici degli ospiti (nella fantasia del mio racconto) si sono elevati in alto nel brindisi augurale ai due bimbi arrivati per la felicità dei Palomba e i Belcampo e le rispettive comunità di amici e parenti che abbracciano con affetto papà mamma e la sorellina. Riprendendo il racconto del paesaggio di luoghi e persone che formano Bosco de’ Medici nei servizi turistici, degustazioni e filiera agricola home made di prodotti che fanno bene allo spirito e alla salute delle persone, auspichiamo una comunità di piccoli ospiti ad allietare con le loro grida il divertimento e l’augurio di buon vino per la festa liberatoria della prossima vendemmia a cui anche l’imperturbabile Vesuvio sarà costretto a dare consenso. Avevano scelto il racconto (parabola) delle Mille e una notte per introdurre con le promesse della principessa Sherazade il potere della seduzione che alimenta con la curiosità la fiamma del desiderio e porta alla replica di incontri giocando sull’aspettativa. Muoverne i fili era mestiere sottile del mondo orientale, oggigiorno é diventato core business del marketing che nella ristorazione ricorre a coccole e a sorprese. A questo punto il racconto della principessa Sherazade si trasforma in preambolo esotico (o erotico) agli aperitivi della piscina del Resort Bosco de’ Medici in cui si rinnova l’aspettativa di una forma appagante di relax già provato in precedenti occasioni nella tranquillità ambientale di un posto speciale per la contemplazione gustativa dell’animus loci vesuviana che è l’unica oramai a farci stare bene con noi stessi. A questo scopo una parte della contrada di Fossa di Valle è stata valorizzata nel rispetto del paesaggio, con interventi architettonici (e qui bisogna fare il nome di Felice Trapani) studiati allo scopo assicurare benessere all’animo e alla salute degli ospiti abbinato alla coltivazione di prodotti agricoli della tradizione locale sotto la direzione della famiglia Palomba che si è circondata delle professionalità migliori per ottenere qualità del cibo e accoglienza di alto profilo in un ambiente piacevole e rilassante di un luogo diventato magicamente una fabbrica di emozioni per pompeiani e turisti. E’ il caso dell’happy hour del venerdì sera ai bordi della piscina del Resort Bosco de’ Medici, dove atmosfere dai colori soffusi regalano ogni giorno un paesaggio vesuviano diverso nell’ora del sole calante quando Gennaro Bossa da fiato al sax per addolcire la nostra malinconia da paradiso perduto. I lounge vivono delle emozioni suscitate dallo stile dell’accoglienza dove gli aperitivi sono momenti di uno spazio pensato nei dettagli per ospitare eventi , ricevimenti, cerimonie, pranzi e degustazioni che partiranno a breve (abbiamo eliminato il condizionale per scaramanzia). La novità della serata è nell’ingresso di Yuri Buono nella compagine d’accoglienza ristoratrice a Bosco de’ Medici. Parliamo di un professionista appassionato alla storia locale, sommelier ecclettico ed esperto di sapori e forme di produzione di cibi del territorio. Ha proposto taglieri di salumi di Mirabella Eclano (culatello, capocollo e sopressata affumicata) formaggi di Roccabascerana (caciocavallo, toma e caciotta stracchinata). Specialità della filiera dell’agroalimentare campana che si abbinano alle squisitezze di casa preparate come sempre dallo Chef Gioacchino Nocera (impalpabile la zucca in agrodolce mentre confettura di fichi si deve assolutamente assaggiare, spalmata sui formaggi rari del tagliere) inoltre: trionfi di montanarine guarnite con pomodorini del piennolo, polpettine di melenzane e crostini ricoperti di ricotta di fuscella al limone). Gli abbinamenti ai vini del Bosco de’ Medici regalano al palato sentori della ginestra vesuviana e retrogusti di frutti rossi (come more selvatiche). La cucina (specie le conserve e le confetture) dello Chef Gioacchino rappresentano il fiore all’occhiello della proposta di degustazione che conferisce prestigio all’orto aziendale mentre le colture biodinamiche del campi della fattoria Bosco de’ Medici assicurano un nutrimento salutare. Fossa di valle è un territorio vulcanico di transito delle acque dell’Ager Pompeanus dirette a Porta di Sarno dell’Antica Pompei dove il mito si alimenta dal contrasto incessante acqua/fuoco che attrae milioni di turisti amanti del paesaggio vesuviano. Lo stesso che regala sapore e vigore agli “aperitivi” Bosco de’ Medici. Concludiamo con un inno alla vita.

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