Pompei. Il sapore della solidarietà al Pizza Pride di Francesco Varnelli

L’evento mediatico del bar-ristorante Varnelli di Pompei con preparazione di pizza napoletana e cocktails abbinati dal barman-manager Francesco, con la magia che nasce dalla condivisione a tutti i livelli nella cucina di sapori e profumi del territorio che interpretano l’essenza del paesaggio di contesto, abbinato al valore alla compassione per i più deboli, che porta all’anello finale della catena produttiva della pizza napoletana che mercoledì 16 giugno ha celebrato un pagina nuova di contesto grazie anche al protagonismo di Francesco Varnelli, imprenditore giovane, competente e appassionato della ristorazione slow food concepita nell’ambito di valori umani e sociali che formano il mosaico della macchina di preparazione della pizza, tutelata come patrimonio dell’umanità. Rientrano a pieno titolo nella paternità della progettazione due componenti del Git della Banca Etica che hanno il merito di sostenere le cooperative sociali nelle loro iniziative: Umile Coppola e Domiziano Graziani. Grazie a loro sono arrivati i contributi della Cooperativa sociale R-Accogliamo di Campagna sita nell’ Ex monastero del 1.600 d.C. dei frati Camaldolesi che pratica agricoltura sociale come terapia di riabilitazione per le persone svantaggiate, curando la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole. Hanno contribuito al Pizza Pride con la produzione di olio allo Zafferano e spezie varie. Insieme a loro la Cooperativa Stalker di Eboli, formata su appezzamenti dei monti picentini, Alto Sele e Cilento. Stalker è una cooperativa sociale di produzione con oltre il 50% di soci operai (persone svantaggiate). Ha preso il nome di un film che parla di libertà nella convinzione che ci si libera dalla malattia con il lavoro. Produce confetture, succhi di frutta e conserve di ortaggi. Contribuisce ai prodotti di guarnizione della Pizza Pride col suo pesto di pomodori secchi, cipolla di Montoro, pomodorino giallo e datterino. La cooperativa Vitematta produce 80 mila bottiglie di vino fermo e spumante (metodo classico) da uve Asprinio in 6 ettari complessivi coltivati con allevamento misto (guyot e alberata). L’esperienza nella preparazione della pizza napoletana vanta due anni di attività dello staff di forno a legna e cucina del ristorante Varnelli di Pompei nell’ambito di un menù orientato al target giovanile con proposta centrale della pizza napoletana, dalla Regina Margherita alle pizze della Casa. Il barman e manager Varnelli propone sempre abbinamenti di cocktail personalizzati. La pizza napoletana del Varnelli bistrot si presenta soffice, dal cornicione alveolato e fragrante. E’ leggera e saporita grazie all’impasto di farine con germe di grano dal profumo intenso e dal gusto inconfondibile. Per gli amanti della tradizione è sempre al primo posto la Regina Margherita con pomodoro fresco e mozzarella di bufala. Il gusto gourmet è assicurato dalla don Luigi con lardo di colonnata, crema di zucca home made, provola di Aversa e formaggio marzolino. Il progetto a fondamento socio culturale denominato “Pizza Pride” nasce dalla decisione del giovane food advisor Francesco Varnelli (manager del ristorante dell’hotel del Sole di Pompei) di avviare un laboratorio per integrare la sua esperienza nella preparazione della pizza all’uso di prodotti biologici di cooperative agricole sociali. Francesco Varnelli con il progetto “Pizza Pride” ha illustrato in conferenza stampa la preparazione di due pizze dall’alto valore etico e sociale ma soprattutto saporite e dall’elevatissima qualità delle materie prime. Ha per questo motivo avviato una serie di collaborazioni con cooperative sociali della Campania, eccellenze del terzo settore che danno lavoro a persone svantaggiate (fasce deboli, profughi e rifugiati di guerra). Aziende poste frequentemente a presidio di aree ad alto valore paesaggistico, borghi e strutture abbandonate. In conclusione il giovane imprenditore pompeiano adottando le materie prime di cooperative agricole campane ha inteso integrarsi alla rete del terzo settore, sostenerlo e sensibilizzare la sua clientela alle nuove proposte di pizze del suo menù che oltre ad assicurare il gusto al palato fanno bene anche all’anima, aiutando chi è stato meno fortunato nella vita. La proposta di Varnelli prevede due pizze e tre le entità sociali coinvolte: Stalker di Eboli, R-Accogliamo di Campagna d Eureka Onlus di San Cipriano di Aversa. Mercoledi 16 Giugno sono state presentate alla stampa e degustate queste due pizze speciali ad iniziativa di Francesco Varnelli e dei rappresentanti delle cooperative coinvolte con la descrizione degli elementi di degustazione e gli abbinamenti dei cocktails. La pizza Condividere viene guarnita con fior di latte, pomodorino giallo, datterino rosso, cipolla di Montoro, salsiccia di maiale “nero” casertano, olio allo Zafferano, basilico fresco. Amare prevede fior di latte, trancio di tonno fresco, pesto di pomodori secchi, olive nere, basilico, olio di Rotondella Campagna. Si potranno essere degustare abbinate a cocktail a base d’Asprinio brut (basilico, pepe rosa, anice stellato, arancia e limone infuso a freddo con metodo classico). La conferenza stampa aveva presentato il “Pizza Pride” col menù dall’alto valore etico, culturale sociale abbinato alla garanzia sulla qualità delle materie prime. Su questa base il giovane imprenditore pompeiano ha avviato una serie di collaborazioni con cooperative sociali, eccellenze del terzo settore, che producono fior di latte, pomodorino giallo, datterino rosso, cipolla di Montoro, salsiccia di maiale “nero” casertano, olio allo Zafferano, basilico fresco, trancio di tonno fresco, pesto di pomodori secchi, olive nere, Basilico, di Rotondella Campagna. Hanno illustrato le lorto produzioni anche Giuseppe Pagano delle cantine Vitematta Onlus, Nicola Merola – Stalker, Teresa di Giuseppe – R-Accogliamo. Gli interventi sono stati moderati da Marco Contursi di Slow Food che ripetendo la massima di Carlo Petrini: “Il cibo deve essere buono, pulito e giusto” ha anche commentato che la sua produzione deve assicurare alle persone pane e dignità.

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