Pompei. Per i Comitati “no sottopassi”amministrazione allergica al confronto

“Amministrazione comunale allergica al confronto”. Tuona la confraternita dei comitati “no sottopassi” dopo che hanno letto sui social le modalità con cui Lo Sapio e compagni hanno intenzione di gestire la fase di partecipazione sociale che prevede comunicazione e successivo intervento degli attori pubblici e privati alla redazione del Piano Urbanistico Comunale. “Una cattiva comunicazione è peggio della mancanza di comunicazione”. E’ un’esperienza che De Felice e compagni hanno fatto nel corso degli anni sulla base dell’iniziativa del ceto politico dirigente che si è succeduto a Palazzo de Fusco mentre accusano l’Amministrazione pompeiana in carica di “far ingoiare alla città il progetto EAV, i suoi pericolosi sottopassi, le sue assurde opere interrate e la colata di asfalto e cemento dove oggi c’è verde e agricoltura” spiegando che diversamente dalle amministrazioni comunali dei centri confinanti che hanno proposto ai cittadini-contribuenti un calendario di eventi pubblici nei quali coinvolgere cittadinanza, organizzazioni sociali, culturali, economico-professionali, sindacali e ambientalistiche per assicurare alla comunità un contributo libero e (in alcuni casi) professionali. “A Pompei no! A Pompei si da notizia del via alla fase di consultazione sul Puc dai social comunali e non tra gli avvisi pubblici del sito ufficiale del Comune”. Argomenta il comitato “no sottopassi” non al corrente, evidentemente, che oramai tutta la comunicazione comunale procede a Pompei attraverso i social. Sta di fatto che nell’Albo Pretorio del Comune non è stata pubblicata (ancora) alcuna notizia sulla procedura adottata per la partecipazione della cittadinanza nei processi di progettazione urbanistica per Pompei. Difatti a Pompei i contributi di cittadini e associazioni sono previsti attraverso la compilazione di questionari. “ Un modo per evitare il confronto in presenza con i pompeiani”. Argomenta il comitato “no sottopassi” che oggettivamente si è guadagnato sul campo il ruolo di soggetto politico sul piano della pianificazione politica, rappresentando una spina per l’amministrazione comunale che punge dal basso del tessuto sociale. Il punto in cui dove ogni controllo diventa più difficile.

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