Scafati. Farmacie comunali perdite milionarie.

Sfiorano il milione di euro le perdite accumulate dalle cinque farmacie comunali, attualmente gestite dal Consorzio Farmaceutico Intercomunale, dopo il recesso voluto dalla commissione straordinaria. Sono 950 mila euro le perdite accumulate nel biennio 2019-2020, e iscritte come “crediti” nel bilancio di esercizio da pochi giorni presentato dal cda consortile, presieduto in regime di prorogatio dallo scafatese Andrea Inserra. Non solo, alla voce “crediti verso comuni convenzionati” il Cfi ha iscritto anche 2,25 milioni di euro quale “ristoro” che Scafati dovrebbe elargire per il recesso.

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Il debito milionario.

Oltre tre milioni di euro in totale, che rischiano di dare vita a un contenzioso legale tra i due Enti, soprattutto alla luce delle rispettive diffide alla Procura Della Repubblica, da un lato Scafati che denuncia scarsa informazione sulla gestione delle “sue” cinque farmacie, dall’altro il Consorzio che sostiene di aver sempre risposto puntualmente, oltre ad aver intimato più volte all’ex socio di rilevare la gestione diretta delle farmacie. Una gestione che ha certamente sostenuto i livelli occupazionali, ma che di fatto è stata portata avanti senza regolare convenzione. E così oggi Scafati si ritrova ad avere oltre 3 milioni di euro di debiti, secondo quanto contabilmente iscritto, verso il Cfi.

La lista dei debiti.

Nel dettaglio, è la farmacia di via Aquino a registrare al 31 dicembre 2020 una perdita di quasi 315 mila euro, 219 mila in via Santa Maria La Carità, 200 mila in via Poggiomarino, 179 mila in via Manzoni (contrada Bagni) e 38 mila al centro Plaza in via Pertini. Intanto il Comune di Scafati ha accelerato i tempi per il bando di vendita, chiedendo anche una consulenza giuridico economica ad un noto professionista esperto in diritto commerciale. A volere il recesso fu la commissione straordinaria, disponendo la vendita e iscrivendo la copertura nel Piano di Riequilibrio decennale. Fu disposta anche una perizia, effettuata dal commercialista di Avellino dottor Donato Madaro.

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Stime di vendita.

Una prima stima effettuata per tutte le farmacie, era compresa tra un valore minimo di 1.047.000 euro e un valore massimo di 3.987.000 euro. Una nuova perizia, questa volta voluta dalla giunta Salvati, aveva raddoppiato il loro valore, superando quota 7 milioni di euro complessivi. Nel piano di rientro è stata contabilizzata un’entrata di circa 3 milioni di euro, questo significa che la vendita sarà limitata al raggiungimento di tale somma. Parliamo però di stime, non affatto vincolanti ma indicative, perché ovviamente il prezzo finale lo deciderà il mercato e la relativa asta. E certamente il contenzioso, oltre i 3 milioni di euro che il Cfi vuole dall’ex socio, di fatto proprietario delle cinque farmacie, non rende appetibile la loro alienazione. Il rischio è di restare senza acquirenti, o di essere costretti a vendere a prezzi molto più bassi di quelli stimati.

Adriano Falanga

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Redazione

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