Pompei. Indagini geologiche per trovare il porto dell’Antica Pompei

E’ stato finalmente individuato, dopo tante ricerche pubbliche e private, il porto di Pompei? Le indagini scientifiche a riguardo hanno fatto ipotesi diverse senza mai fermarsi. Un video del Geologo Vincenzo Amato registrato sui social del Parco Archeologico di Pompei illustra alcune ipotesi scientifiche sugli ambienti marini al 79 d.c., prossimi alla linea di costa meridionale di Pompei, all’altezza di Porta Marina e Porta di Stabia (che avevano accesso al mare). Carotaggi profondi 10-15 metri hanno consentito d’intercettare all’altezza di 6-7 metri del piano di campagna livelli di frequentazione del 79 d.c. sigillati dall’eruzione. L’analisi di laboratorio di campioni di materiali prelevati a tale profondità ha portato all’identificazione di di contenuto fossilifero di fronte all’insula meridionalis degli Scavi di Pompei per discriminare successivamente la natura degli ambienti di appartenenza da parte di ricercatori (micropaleontologi) della Federico II. Queste ricerche hanno portato al ritrovamento di fossili di Ambienti marini appartenuto ad un mare basso riparato dietro la duna di una spiaggia, alle sue spalle ambienti salmastri più profondi. Sulla base di questo risultato sono state configurate una serie di ipotesi che dovranno essere vagliate con ulteriori ricerche per capire se il bacino marino, riparato dietro la duna di Pompei, potesse essere un’area portuale, (attrezzata in modo tale da consentire l’approdo di imbarcazione di piccolo cabotaggio che trasportavano derrate e materiale commerciali in terra ferma, considerato che questo tratto di mare si trovava difronte alle porte più antiche i Pompei. Altre ipotesi sono quelle di ambienti salmastri dediti alla produzione di sale o all’allevamento di pesce dato che di entrambi i prodotti vi era largo consumo a Pompei.

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