Pompei. Appianati veleni e contrasti del periodo Covid dentro la maggioranza

Sembrerebbero appianate divergenze e veleni insorti all’interno della maggioranza durante il periodo di ricovero al Cotugno di Napoli per Covid-19 dei due comandanti carismatici di Palazzo de Fusco (Lo Sapio e La marca). In quel periodo di vacanza i poteri di gestione avrebbero dovuto (per legge) passare nelle mani dei rispettivi sostituti, nello specifico la vice sindaco Andreina Esposito e il vice presidente del consiglio comunale Mario Estatico. Al contrario ordini di scuderia (o cattiva interpretazione dei medesimi) hanno impedito i passaggi di carte interne e la corrispondenza PEC e, di conseguenza, dei poteri amministrativi comunali. Inevitabili gli attriti e veleni che sono scaturiti da malcelate rivalità e antichi rancori anche perché la vicesindaco, dottoressa Andreina Esposito, è stata costretta di fatto ad esperire i compiti di sostituzione del primo cittadino esclusivamente nelle cerimonie ufficiali (alzabandiera, commemorazioni ecc.). Se lei ha reagito con signorilità e no challenge (anche perché preferisce dedicarsi alla cura dei bambini che assiste come pediatra) qualche suo alleato politico non è stato al gioco. Ne consegue che sono volate parole grosse mentre una mattina é stata trovata aperta la porta della segreteria del sindaco che doveva restare chiusa perché il responsabile del suo staff era in smart working. Erano state anche richieste giustificazioni formali a qualche elemento presente nel Palazzo. Alla fine quando è tornato Lo Sapio dal Cotugno ha rimesso in ordine sulla scacchiera fanti, regine e cavalieri. Successivamente: “acqua in bocca e zitti tutti”. Corrono i soliti “non ricordo” “non c’ero” e “non ho visto niente”. Gli equilibri si alimentano anche con silenzi omertosi.

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