Pompei. La minoranza mette all’ordine del giorno dissenso al progetto hub

Oramai è evidente a tutti che il progetto di hub nell’ultima configurazione, che tralascia l’interscambio tra le reti Rfi e Circumvesuviana per prospettare la passeggiata archeologica su via Plinio, trasformata a senso unico, non appare funzionale alla soluzione delle problematiche della buffer zone del Parco Archeologico di Pompei, che oltre alla salvaguardia del paesaggio di alto valore culturale interessano mobilità (e sosta) dei mezzi di comunicazione con cui arrivano a Pompei decine di migliaia di visitatori al giorno. Il fatto è che l’ultima versione del progetto da un lato sacrifica (con gli espropri) alcune attività strategiche del territorio (camping e parcheggi privasti) e allo stesso tempo ridimensiona la portata di via Plinio, erede della via Regia delle Calabrie, che nella configurazione progettata non riuscirebbe ad assorbire (e smistare) l’enorme traffico veicolare in ingresso e diretto in almeno tre direzioni (centro antico e moderno e paesi confinanti del vesuviano e il nocerino – sarnese . Durante l’ultimo Consiglio comunale (09.06.2021) è stata formalmente dichiarata dal sindaco di Pompei contrarietà al progetto Hub definito “non è in linea con gli interessi della Città”. A riguardo bisogna chiarire che anche per questo progetto è mancato il confronto politico istituzionale e sociale. Ciononostante la minoranza sta cercando di sfruttare sul piano politico l’opportunità di una convergenza quasi unanime di dissenso del progetto Hub. “Il consiglio comunale deve dare forza a tale importante posizione, atteso che quando si tratta di tutelare gli interessi della Città bisogna essere tutti uniti al fine di cogliere tutte le istanze del territorio da far rientrare nelle necessarie modifiche da apportare al progetto HUB, sebbene in fase esecutiva”. Hanno sottoscritto i sei consiglieri di minoranza sottolineando che, tra l’altro, l’attuale progetto di Hub Ferroviario non crea alcuna interconnessione di rete e non è nell’interesse della città mentre la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria presenta una soluzione in cui il trade-off costi benefici non è soddisfacente a causa delle perdite di posti di lavoro e la mancanza di un piano di alto profilo strategico per la risistemazione adeguata e dignitosa dell’area Unesco, fondamentale per lo sviluppo dell’economia campana. Secondo la minoranza politica al Comune di Pompei: “Solo l’HUB che realizzi una vera interconnessione di reti può essere un’ opportunità da valutare, la cui esecuzione risulterebbe agevole e di impatto trascurabile, visto che l’incrocio delle due reti ferroviarie già esiste a pochi metri dalla antica fermata FS. difronte l’area archeologica.” Praticamente ripropone la validità del progetto originario (da cui il nome) basato su strategie ferroviarie piuttosto che urbanistiche. Alla fine a di Casola e ai suoi per il momento interessa “blindare” la convergenza con la maggioranza relativamente alla contrarietà alla progettazione Rfi, pervenuta in fase esecutiva. Lo scopo sarebbe quello di aprire successivamente un dibattito aperto alle forze sociali allo scopo di ripartire, su basi diverse, alla progettazione più adeguate agli interessi del territorio e più rispettoso del contesto paesaggistico. Resta il fatto che non sarebbe condivisa dal comitato di gestione dell’Unità Grande Pompei la soluzione di ripartire da zero mentre essa appare disponibile a rivedere la configurazione di via Plinio.

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