Scafati. No al rendiconto. La Giunta Salvati rischia la crisi

Cristoforo Salvati sindaco di Scafati
Cristoforo Salvati sindaco di Scafati

Arriva la scure dei Revisori dei Conti sul Rendiconto 2020. Il documento, da approvare entro fino luglio, ha registrato il parere negativo del collegio dei revisori. A rischio la tenuta dell’amministrazione, mentre si avvicina lo spettro del voto anticipato, a meno che il sindaco non riesca a convincere la sua maggioranza a votare il rendiconto nonostante il parere negativo dei contabili, che di fatto non è vincolante. Una scelta di responsabilità non solo politica, ma anche di natura erariale. Tra la carenza di personale, l’incapacità di riscuotere i tributi e il ritardo sugli obiettivi stabiliti dal piano di rientro, la bocciatura del rendiconto rappresenta forse l’amaro conto che l’amministrazione Salvati è chiamata a pagare. Si va verso un nuovo piano di riequilibrio. Ieri è stata anche una lunghissima giornata sul fronte sindacale. Gli assessori Nunzia Di Lallo e Pasquale Vitiello, con la dirigente Anna Farro e la segretaria Giovanna Imparato, hanno incontrato nuovamente le rsu con i loro portavoce provinciali. Un confronto serrato, durato diverse ore, che alla fine non ha prodotto nulla, se non le poche certezze niente soldi, poche assunzioni, poca possibilità di esternalizzare. Si va verso lo sciopero. Le casse vuote mettono a rischio anche la rassegna estiva, la cui manifestazione di interesse per partnership è partita pochi giorni fa. Si cercano progetti e collaborazioni a costo zero, a carico del Comune i soli costi di attrezzature e diritti vari. Una scelta che ha sollevato non poche polemiche. Un’offesa a chi lavora e soprattutto mostra l’incapacità di trovare sponsor, di aver un feeling con gli imprenditori, con le associazioni, di intercettare fondi regionali per gli eventi le parole di Giuseppe Sarconio. Gli assessori cosa fanno? Sono mai andati in regione per avere dei fondi? È chiaro che questa è un’amministrazione chiusa su stessa e autoreferenziale incapace di produrre alcunché. Chiedono gli artisti di esibirsi gratuitamente mentre loro che sono chiamati a dare risposte continuano a percepire lo stipendio senza fare nulla per la comunità? Perché non si tagliano il loro di stipendio prima di chiedere agli altri di lavorare gratis per la città? continua il consigliere di minoranza. Abbiamo chiesto l’aiuto delle associazioni e artisti soprattutto di natura amatoriale, data la delicata situazione economica. Chi vuole mettersi a disposizione della città, ben vengano replica Alessandro Arpaia, assessore allo Spettacolo – E comunque l’occasione per avere un palco sul quale esibirsi, questo non per mortificare, ma per valorizzare le nostre risorse. E una possibilità per avere visibilità, chi poi non vuole partecipare perché si sente mortificato, è ovviamente in loro pieno diritto. C’è tempo per i progetti fino al 7 luglio.
Adriano Falanga

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