Pompei. Decoro pubblico e solidarietà

Abbiamo appreso giovedì scorso che se capita un eventuale malore per le strade di Pompei deve succedere solo in mattinata perché di pomeriggio i servizi sociali non funzionano. La problematica si è posta allorché è stato notato un uomo (si é appreso duccessivamente originario di Torre del Greco) disteso (forse preso da malore) giaceva senza dare segni di vita sulla pedana della rotonda antistante la stazione della ferrovia dello Stato. Come purtroppo succede, oramai, troppo frequentemente in questi casi, i passanti girano la testa dall’altra parte per non avere problemi. A questo punto nasce il problema di sapere a quale autorità compete un intervento sollecito per verificare se la persona in questione (distesa a terra nel centro città) è stato colto da un malore, e pertanto ha bisogno di aiuto, o si tratta invece di un maleducato in questo secondo caso dovrebbe essere invitato ad allontanarsi. Pompei è una città turistica e religiosa e pertanto gode la notorietà e il privilegio di avere ogni giorno un gran numero di turisti e pellegrini che si soffermano in città anche per usufruire delle svariate forme di servizi e di assistenza sociale (come la mensa dei poveri). A queste presenze deve essere assicurata 1un’accoglienza all’altezza della rinomanza di Pompei, vale a dire con un ordine pubblico che funziona sia sul versante del pronto soccorso sanitario che su quello del rispetto delle regole di convivenza. Al contrario episodi del genere di quello avvenuto il pomeriggio di giovedì 24 giugno vede scattare un rimbalzo di responsabilità a dir poco scoraggiante. Chi è impegnato a svolgere un servizio pubblico i problemi li deve risolvere e non li deve creare. Significa che se un turista e/o un pellegrino giace al suolo in uno spazio comunale bisogna che qualcuno verifichi se sta male ed eventualmente gli deve fornire una sollecita e professionale assistenza, Se invece si tratta di una persona incivile bisogna allontanarlo ed eventualmente sanzionarlo nei termini di legge. Fatto è che casi come quello descritto stanno capitando frequentemente forse a causa del caldo o di quakche bicchiere di troppo, Sono episodi che non giovano all’immagine della città. Qualcuno dovrebbe attivarsi per mettere in campo regole, sevizi idonei e, quando serve anche quella compassione umana che nomina tanto spesso Papa Francesco e che in una città religiosa come Pompei dovrebbe essere di casa.

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