Scafati. Caos sui servizi sociali, la delibera “papocchio”

Per l'azienda consortile bisogna ritornare in Aula. Per Statuto e Convenzione servono 13 voti e non in 12 già espressi.

Piano di zona Ambito S01 02 Comunità Sensibile
Piano di zona Ambito S01 02 Comunità Sensibile

Azienda consortile, si ritorna in Consiglio Comunale. Oramai è diventata il “papocchio” di Ferragosto, la delibera che sancisce il via libera a Statuto e Convenzione per il consorzio “Comunità Sensibile”. L’azienda nasce per superare il piano d’ambito S1-02, per la gestione condivisa dei servizi sociali ed socio assistenziali dei comuni di Scafati, Angri, Sant’Egidio Monte Albino e Corbara. Statuto e convenzione sono stati già approvati con largo consenso dagli altri tre enti consorziati, mentre Scafati ha visto il via libera dell’Assise pubblica soltanto lo scorso 24 maggio, e con soli 12 voti favorevoli. Vale a dire con maggioranza semplice, mentre, si è poi scoperto, il Tuel per questo genere di votazioni prevede la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali, che nel caso scafatese è pari a 13 voti. Sul tema c’è stato un lungo scambio di pareri e osservazioni tra i consiglieri di minoranza, che hanno anche diffidato a procedere, segnalando tutto al Prefetto di Salerno, la segretaria comunale e l’ufficio di Piano. Quest’ultimo, per il tramite della coordinatrice Anna Sorrentino e del consulente Porfilio Monda, aveva dato il via libera. Lo stop è arrivato invece dalla segretaria comunale Giovanna Imparato, dopo che la stessa aveva validato la votazione in Consiglio Comunale.

L’argomento ritornerà in Aula probabilmente il 27 o 28 luglio. Una decisione che agita il sindaco Cristoforo Salvati, consapevole che l’ok della sua maggioranza non è affatto scontato. Non lo è stato del resto il 24 maggio, quando vennero a mancare tre voti sui 15 disponibili. Sullo statuto infatti sia l’opposizione che parte della stessa maggioranza hanno espresso palesi perplessità su alcuni articoli. Su tutti la decisione di assegnare ad ogni comune pari dignità di voto, cioè l’uno vale uno, quando i tre soci convenzionati assieme non rappresentano un bacino demografico come quello scafatese.

Si temeva la nascita, in futuro, di “cordate” tra piccoli comuni che potessero orientare le scelte dell’ente. Un timore che già si sta verificando in questi giorni, quando politicamente ha preso il via il confronto per la guida del costituendo CDA. Da Scafati si è fatto avanti l’ex presidente del Consiglio Comunale Pasquale Coppola, forte del sostegno di 3-4 consiglieri di maggioranza. La poltrona però era stata promessa da Salvati all’ex vicesindaco Peppino Fattoruso. Ma tra i due litiganti, il terzo gode. Visto l’andazzo, sembra che i tre soci consorziati vogliano escludere entrambi, puntando su un nome che sia espressione del comune di Sant’Egidio. Non solo la figuraccia del papocchio, ma anche l’incertezza di avere i 13 voti, se il primo cittadino non offrirà garanzia sulla presidenza alla sua coalizione.

Adriano Falanga

Agro24Spot