Scafati. Pip, dove nascono i 22 milioni di debiti

Mancata realizzazione delle opere ed espropri non pagati, è dai Pip che incombe il rischio dissesto. La stretta della Giunta Salvati

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Quasi 22 milioni di euro, è questo il debito potenziale complessivo che pesa sulle casse del Comune di Scafati, per la mancata realizzazione del Pip. Una somma di stima, che ha comportato la richiesta dei Revisori dei conti di adottare un fondo di garanzia aggiuntivo, oltre alla bocciatura del rendiconto 2020. I debiti Pip rappresentano senza dubbio la prima voce che ha comportato l’adozione del piano di riequilibrio.  Il debito nasce nel momento in cui i 250 proprietari terrieri impugnano i decreti di esproprio dinanzi prima al Tar poi alla Corte d’Appello di Salerno, per una rimodulazione delle indennità a loro spettanti, e decise anni indietro. Dinanzi alla Magistratura si costituirà soltanto l’ex Agroinvest e mai il Comune di Scafati, in virtù della convenzione in corso e anche dalla convinzione che nel Cda della società erano stati sempre presenti rappresentanti del Comune di Scafati, anche con ruoli gestionali e poteri di gestione. La Corte D’Appello accoglierà le richieste degli espropriati raddoppiando le indennità loro spettanti. Ed è a questo punto, secondo il legale di Palazzo Mayer Raffaele Marciano, che nasce il presunto inadempimento della società convenzionata, trascinata in Tribunale da Palazzo Mayer: “Per non aver depositato le indennità di esproprio provvisorie e definitive, determinando quindi per il Comune di Scafati un notevole sbilanciamento e deficit nel bilancio comunale, sino all’avvio del piano di riequilibrio e di un probabile dissesto finanziario” la motivazione. Il Comune di Scafati chiede all’ex Agroinvest un indennizzo di 22 milioni di euro. Negli anni, a vario titolo e con diversi incarichi di gestione, nel Cda della partecipata (che pure ha realizzato i Pip di città come San Marzano, Sarno e Nocera Inferiore) si sono succeduti l’attuale sindaco Cristoforo Salvati, Mario Santocchio oggi Presidente del Consiglio Comunale, l’avvocato Luigi De Stefano e l’ex consigliere comunale Mimmo Casciello.  In questi giorni Palazzo Mayer ha avviato la procedura per affidare i lavori di realizzazione delle opere di urbanizzazione. Un progetto esecutivo approvato a gennaio e coperto dal finanziamento regionale di circa 7 milioni di euro ereditato dalla Commissione Straordinaria, che a sua volta aveva riadottato un progetto redatto dall’amministrazione Aliberti quando responsabile di settore era l’attuale consigliere di minoranza Michele Russo. Sarà la Stazione Unica Appaltante ad avviare la procedura per l’espletamento della gara, con carattere di assoluta urgenza. L’amministrazione Salvati a maggio 2020 ha riadottato il Pip. Si tratta di un primo stralcio di 97mila mq di superficie utile. I vecchi investitori, che pure hanno già versato circa 6 milioni di euro di caparra alla ex Agroinvest, avranno un canale preferenziale per l’assegnazione dei nuovi lotti. Ammesso che siano ancora interessati.

Adriano Falanga