Automotive e stampa 3D, ecco i progetti da seguire

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L’utilizzo della stampa 3d nel settore dell’automotive è sempre più capillare: non si limita solo a progettazione e prototipazione, ma riguarda anche la produzione. Con questa tecnica si realizzano molti componenti da integrare nei veicoli ed attrezzi utilizzati lungo le catene di produzione. Le applicazioni sono ormai infinite: imbottiture dei sedili, componenti della carrozzeria, pistoni, ricambi vari ed eventuali.

Già nel 2017 sono comparsi i primi prototipi con Divergent 3D che ha presentato la Blade, un prototipo di auto dal peso di soli 630 kg, con telaio e carrozzeria in alluminio e compositi realizzati interamente mediante stampa tridimensionale.  C’è poi XEV, un marchio cinese entrato anche sul mercato italiano che si presenta come una start up dedicata alla realizzazione di auto elettriche fortemente personalizzabili grazie alla stampa 3D come metodo di produzione, che permette di modificarle a seconda della necessità del cliente.

Uno degli ambiti più interessati da questo fenomeno è quello delle auto da corsa. Williams e Nexa3D hanno portato la stampa 3D rapida di polimeri nelle corse di Formula Uno, con la produzione di elementi dell’auto e parti funzionali della galleria del vento per i test aerodinamici. Anche la Scuderia AlphaTauri la utilizza per realizzare parti anche complesse e dettagliate in tempi rapidi, con interventi di post-produzione ridotti al minimo, poiché non serve verniciare le parti.

La casa americana Ford è uno dei player più attivi dell’automotive nella stampa 3D, sta sviluppando nuove applicazioni ed utilizzando una moltitudine di diversi processi e materiali. L’azienda adopera già la stampa 3D per una varietà di parti di veicoli commerciali a basso volume, nonché dispositivi utilizzati dai lavoratori della catena di montaggio, con risparmio di tempo e miglioramento della qualità, puntando ad ottenere materiali sostenibili al 100% nei suoi veicoli. Ford Spagna, per esempio, stampa tappi di plastica che vengono utilizzati nei test del vuoto per controllare le perdite dei motori.

AUDI, invece, utilizza la stampa 3D di EOS per segmenti di utensili utili a realizzare pannelli di carrozzeria destinati a modelli come l’Audi A4 e prevede di fare lo stesso per i futuri veicoli elettrici. Ha standardizzato un nuovo metodo di produzione con un’applicazione ideale nel settore della formatura a caldo per i veicoli di serie. Utilizzando gli strumenti stampati in 3D sono già stati prodotte diverse centinaia di migliaia di pezzi, successivamente installati in modelli selezionati. Anche BMW produce parti in metallo e polimeri tramite produzione additiva: si tratta di componenti destinati alla carrozzeria del veicolo e all’abitacolo del passeggero.

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