Pagani. E’ ancora attesa per il bene confiscato in via Rosa

Pagani. E’ ancora attesa per il bene confiscato in via Rosa, dalla Procura di Nocera Inferiore non arriva ancora il via libera per il locale che dovrà essere utilizzato dalla società Agro Solidale

Pagani Consiglio Comunale
Pagani Consiglio Comunale

Pagani. E’ ancora attesa per il bene confiscato in via Rosa, dalla Procura di Nocera Inferiore non arriva ancora il via libera per il locale che dovrà essere utilizzato dalla società Agro Solidale.

Un’attesa più lunga del previsto per l’amministrazione paganese guidata dal Sindaco Lello De Prisco. Si aspettano ancora novità sull’appropriazione dell’immobile appartenuto al Clan Cerrone. La prima notizia di un prossimo sgombero era datata già 14 Giugno, giorno di presentazione a Salerno di un videoclip in memoria della morte di Tonino Esposito Ferraioli,  momento nel quale il procuratore capo Antonio Centore aveva regalato questa notizia al pubblico. Infatti, il numero 1 della Procura di Nocera ha spiegato come fosse in dirittura d’arrivo l’iter burocratico che avrebbe portato allo sgombero di un appartamento all’interno di un condominio in via Rosa. Una buona nuova per l’amministrazione, pronta a mettere in mano alla società partecipata Agro Solidale il luogo per diverse attività sociali. Il processo sulla carta è stato presentato in maniera molto semplice, visto che non ci sarebbe stato nessun bisogno di forza grazie ad un accordo tra la titolare delle chiavi, una parente dei criminali attivi soprattutto nel Battipagliese, e la Procura della Repubblica. Ma, dopo oltre un mese, all’amministrazione non è ancora arrivato nessun via libera per occupare uno spazio pronto a diventare di interesse pubblico. E il caso si infittisce.

 

“Con il procuratore capo di Nocera Inferiore Antonio Centore i contatti sono sempre vivi per il lavoro quotidiano che esprimiamo sul territorio in difesa della legalità e a contrasto della crescita di fenomeni di criminalità organizzata.” spiega il Sindaco Lello De Prisco, che rispetto l’immobile di Via Rosa però non nega almeno un minimo di preoccupazione. “Ci erano state promesse le chiavi in mano grazie ad un parente molto lontano dalla storia di chi per anni possedeva l’appartamento, noi continuiamo ad aspettare sperando di avere quanto prima uno spazio importante per la città e simbolo di una lotta che non finisce mai.” conclude.