Angri. Pass diversamente abili: è caccia ai furbetti

Angri. Da una prima ricognizione attuata dagli servizi sociali sono emersi dati inquietanti circa la gestione dei contrassegni per i diversamente abili

Pass divesamente abili
Pass divesamente abili

Angri. Pass diversamente abili: è caccia ai furbetti

Finiscono sotto la lente i furbetti dei contrassegni per la sosta dei diversamente abili. Da una prima ricognizione attuata dagli servizi sociali sono emersi dati inquietanti circa la gestione dei contrassegni per i diversamente abili rilasciati dal comune nel corso degli anni. Gli uffici competenti hanno proceduto a una prima verifica degli aventi diritto, circa duemila cittadini, dei quali 550 utilizzerebbero attualmente il pass delle persone intestatarie decedute e quindi senza alcun titolo e diritto.

Fenomeno radicato sul territorio

Un fenomeno radicato sul territorio tanto da far prendere provvedimenti agli uffici competenti mediante preavvisi ai familiari dei beneficiari che senza alcun diritto continuano arbitrariamente a utilizzare il tagliando blu. Non è escluso che in caso di recidiva l’ente comunale potrebbe inoltrare le comunicazioni alle autorità giudiziarie proprio qualora ci fosse ostinazione a perpetrare la condotta.

I risultati delle verifiche

Le operazioni di verifica hanno messo in risalto anche la presenza di nuclei familiari in possesso di più contrassegni intestati alla stessa persona e utilizzati per diverse veicoli. Nel caso specifico occorrerà controllare l’autenticità del documento rilasciato dall’ente comune. Dopo una prima ricognizione risulta che gli aventi diritto sono circa 1500.

Una successiva e capillare verifica sarà portata avanti nei prossimi mesi al fine d’individuare soluzioni per quanto concerne la sosta a pagamento sul territorio comunale sotto la gestione di una società privata. La stessa società infatti non prevede alcuna agevolazione per quanto riguarda il possesso di questo tipo riconoscimento. Il vicesindaco e assessore delegato Antonio Mainardi, dalle colonne del quotidiano “La Città” afferma che si sta cercando la migliore soluzione con il gestore della sosta, tale che possa esserci una sintesi.
ReCro

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