Angri. Privatizzazione come scelta obbligata?

Angri. La privatizzazione è una scelta che potrebbe essere drammaticamente necessaria non avendo, l’ente, altre entrate possibili

Angri la Privatizzazione secondo Ferraioli
Angri la Privatizzazione secondo Ferraioli

Angri. Privatizzazione come scelta obbligata?

“Angri è diventata ‘una questione privata’”, questo il pensiero ricorrente e predominante di una gran parte dell’opinione pubblica cittadina. Inverosimilmente la pensano così anche i soggetti imprenditoriali privati che colgono possibili opportunità fornite dai progetti di finanza nella cittadina angrese. Occasioni per cercare di estendere e ramificare gli affari delle loro attività. L’ente infatti da circa un lustro sta perseguendo la strada della “privatizzazione totale” senza però avere una chiara visione di termine e lo sta attuando in maniera del tutto generica.

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Un lungo elenco

Il lungo elenco stilato dal sindaco Cosimo Ferraioli e dalla sua “occulta cabina di regia”, in perfetta sinergia con la sua maggioranza, anche in sede di accordi elettorali, prevede ancora oggi la quasi totale privatizzazione dei beni strutturali pubblici che possono essere attrattiva e oggetto dei “progetti di finanza”. L’ente in effetti tende disfarsi del suo patrimonio oneroso anche senza proficui e vantaggiosi ritorni economici. Dopo la pubblica illuminazione, lo stadio, le palestre, i parcheggi, alcune aree pubbliche e il cimitero il primo cittadino mirerebbe a privatizzare anche parte del comparto della macchina amministrativa.

Nel mirino anche la macchina comunale cittadina

Altre forme di privatizzazione, si dice, pare siano allo studio e sta di fatto che anche alcuni uffici nevralgici sarebbero oggetto di studio di fattibilità per una eventuale e necessaria esternalizzazione. Si pensa ai tributi ma anche alla gestione del sistema informatico che regola altri servizi essenziali. I servizi sociali, gli asili nido, l’assistenza anziani, fasce deboli, la refezione, il trasposto scolastico e le multe sono già da tempo gestiti parzialmente da soggetti privati. La refezione dopo il naufragio del progetto del centro di cottura viene da anni affidata all’esterno, scelta che potrebbe avvenire anche per molti altri servizi dedicati del comune.

Panacea per il risanamento delle casse comunali?

La privatizzazione, in effetti, potrebbe essere un passo fondamentale, una panacea per il risanamento delle casse comunali ma non è vista di buon occhio dai cittadini che da tempo ormai, soprattutto a mezzo social, hanno preso di mira l’amministrazione bocciandola inesorabilmente ad appena un anno dalle elezioni che ha confermato il sindaco filo leghista Ferraioli alla guida della città. La privatizzazione è una scelta che potrebbe essere drammaticamente necessaria non avendo, l’ente, altre entrate possibili anche per un passato di scelte, poco chiare, sbagliate, approssimative e senza vedute.
Luciano Verdoliva

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