Angri. Mancata pulizia di tombini e caditoie, rischio allagamenti

Angri. Le nuvole all’orizzonte sono una disastrosa minaccia per gli allagamenti in città. Sarebbe opportuno che l’amministrazione Ferraioli si prodigasse per la disostruzione di tombini, caditoie e delle “saittelle”

Angri Tombini occlusi
Angri Tombini occlusi

Angri. Mancata pulizia di tombini e caditoie, rischio allagamenti

Le nuvole all’orizzonte sono una disastrosa minaccia per gli allagamenti in città. La stagione delle piogge è imminente e potrebbe essere disastrosa, meteorologicamente, come ormai da qualche anno. Sarebbe opportuno che l’amministrazione Ferraioli si prodigasse per la disostruzione di tombini, caditoie e delle “saittelle”.

A chi compete? Soltanto un giostra di rimpalli

Il “rimpallo delle competenze” tra l’assessorato all’ambiente guidato da Maria Immacolata D’Aniello, l’azienda speciale Angri Eco Servizi e il gestore dei sotto servizi e della rete fognaria non è ancora chiaro quindi resta nebulosa pulizia ordinaria di tombini, caditoie e delle “saittelle”. Da Piazza Crocifisso, sede della casa comunale, affermano che pulizia ed eventuale manutenzione non sarebbero di competenza dell’azienda speciale comunale Angri Eco Servizi poiché potrebbe essere che gran parte della manutenzione dei tombini e delle “saittelle” dovrebbero essere fatti dal gestore della rete fognaria. Resta comunque il fatto che almeno fino a pochi anni fa la loro manutenzione programmata era eseguita dell’azienda speciale del comune.

Settore latitante egli allagamenti

L’ente e il suo delegato all’ambiente dovrebbero comunque fare pressione presso il gestore di rete per evitare che la mancata disostruzione delle vie di sfogo delle acque piovane possano allagare le superfici stradali creando situazioni di estremo disagio e pericolo per automobilisti e cittadini, come avvenne durante il piovoso autunno del 2018.

Il “fiume” in Via Nazionale

A rischio soprattutto la Via Nazionale dove tombini e caditoie sono completamente ostruite da terreno e altri tipi di rifiuti. In questa zona circa un metro d’acqua si accumulò il 31 ottobre del 2018 proprio per il mancato servizio. Interventi di disostruzione e pulizia che negli anni sono stati effettuati sempre con meno frequenza e mai programmati da chi ne ha competenza. Le piogge continue e copiose di questo inverno hanno evidenziato ancora una volta le criticità legate proprio alla mancata manutenzione causando, anche nel centro cittadino, importanti accumuli di masse d’acqua sulle strade con gravi conseguenze per la circolazione e per i cittadini che, in gran parte, regolarmente paga tributi e “disservizi”.
ReCro

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